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Visita oculistica: quando farla, cosa aspettarsi e costi

La visita oculistica rappresenta il principale strumento di prevenzione e diagnosi per la salute degli occhi. Molte patologie oculari si sviluppano in modo asintomatico nelle fasi iniziali: dal glaucoma alla degenerazione maculare, passando per la retinopatia diabetica. Solo un controllo periodico permette di individuare precocemente problemi che, se trascurati, possono compromettere in modo irreversibile la capacità visiva.

Oltre alla valutazione dei difetti refrattivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia, la visita oculistica consente di diagnosticare patologie più complesse e di monitorare l’impatto di malattie sistemiche sull’apparato visivo. Inoltre, l’occhio può rivelare segnali di disturbi neurologici, tumori o altre condizioni che vanno oltre l’ambito puramente oculistico.

Quando fare una visita oculistica

La frequenza dei controlli oculistici varia in base all’età, alla presenza di fattori di rischio e all’eventuale comparsa di sintomi. In assenza di problemi specifici, è consigliabile:

Fascia d’età Frequenza controlli consigliata Note
Bambini (0-12 anni) Prima visita entro i 3 anni; controllo a 5-6 anni; ogni 1-2 anni in età scolare Soprattutto con familiarità per disturbi visivi o strabismo
Adulti fino a 40 anni Ogni 3-5 anni In assenza di sintomi o familiarità per patologie oculari
Dopo i 40 anni Ogni 2 anni Aumenta il rischio di presbiopia, glaucoma e cataratta
Oltre i 60 anni Visite annuali Per intercettare degenerazione maculare, cataratta e altre patologie legate all’età

È fondamentale anticipare la visita in presenza di segnali d’allarme: calo improvviso della vista, visione offuscata, lampi di luce, mosche volanti (miodesopsie), dolore oculare, rossore persistente, difficoltà nella visione notturna o alterazioni del campo visivo. Chi soffre di diabete, ipertensione o malattie autoimmuni dovrebbe effettuare controlli più frequenti, poiché queste condizioni possono danneggiare la retina e altre strutture oculari.

Cosa prevede una visita oculistica completa

Una visita oculistica completa si articola in diverse fasi successive, ognuna con un obiettivo specifico.

Anamnesi e raccolta informazioni

Il primo passo consiste nella raccolta di informazioni sulla storia clinica del paziente: patologie pregresse o in corso, interventi chirurgici, farmaci assunti, allergie, sintomi attuali. Il medico indaga anche sulla presenza di malattie oculari in famiglia, fondamentale per valutare il rischio di patologie ereditarie come il glaucoma.

Valutazione dell’acuità visiva

Attraverso l’ottotipo (il classico tabellone con lettere di grandezza decrescente), lo specialista misura la capacità di ciascun occhio di distinguere simboli a distanza. Questo test viene eseguito prima senza correzione e poi con lenti di prova, per determinare l’eventuale necessità di occhiali o aggiornare la prescrizione esistente. Spesso si utilizza anche un autorefrattometro, strumento automatizzato che fornisce una misura obiettiva del difetto refrattivo.

Esame biomicroscopico alla lampada a fessura

La lampada a fessura permette di osservare in dettaglio e ad alto ingrandimento tutte le strutture anteriori dell’occhio: palpebre, congiuntiva, cornea, camera anteriore, iride e cristallino. Questo esame è indolore e consente di identificare infiammazioni, opacità corneali, cataratta iniziale e altre anomalie.

Misurazione della pressione intraoculare

La tonometria è essenziale per diagnosticare il glaucoma. L’oculista misura la pressione all’interno dell’occhio mediante un piccolo strumento che sfiora delicatamente la cornea (previa instillazione di un collirio anestetico) o attraverso un getto d’aria (tonometria a soffio, non a contatto). Valori superiori alla norma possono danneggiare il nervo ottico nel tempo.

Esame del fondo oculare

Dopo aver dilatato le pupille con colliri midriatici, il medico esamina retina, nervo ottico e vasi sanguigni retinici utilizzando l’oftalmoscopio. Questo passaggio è cruciale per individuare retinopatia diabetica, degenerazione maculare, distacchi retinici o danni al nervo ottico causati da glaucoma o malattie neurologiche.

Test della motilità oculare e valutazione pupillare

Lo specialista verifica il corretto funzionamento dei muscoli che muovono gli occhi e osserva la reattività delle pupille alla luce. Anomalie in questi test possono indicare problemi neurologici o muscolari.

Che differenza c’è tra ortottico e oculista

L’oculista (o oftalmologo) è un medico specializzato in oculistica che diagnostica e tratta tutte le patologie dell’occhio, prescrive terapie farmacologiche ed esegue interventi chirurgici. Ha completato sei anni di laurea in Medicina e Chirurgia, seguiti da cinque anni di specializzazione in Oftalmologia.

L’ortottista, invece, è un professionista sanitario laureato in Ortottica e Assistenza Oftalmologica (corso triennale). Si occupa principalmente della valutazione e riabilitazione dei disturbi della motilità oculare, dello strabismo e dell’ambliopia (occhio pigro). L’ortottista lavora spesso in collaborazione con l’oculista, eseguendo test specifici come l’esame della visione binoculare, lo studio dei movimenti oculari e programmi di rieducazione visiva, ma non può formulare diagnosi mediche né prescrivere farmaci o interventi.

Caratteristica Oculista (Oftalmologo) Ortottista
Formazione 6 anni Medicina e Chirurgia + 5 anni specializzazione in Oftalmologia Laurea triennale in Ortottica e Assistenza Oftalmologica
Ruolo Medico specializzato che gestisce globalmente la salute degli occhi Professionista sanitario specializzato in motilità oculare e visione binoculare
Competenze Diagnostica e tratta tutte le patologie oculari; prescrive terapie farmacologiche; esegue interventi chirurgici Valutazione e riabilitazione disturbi motilità oculare, strabismo, ambliopia; esegue test specifici ed esami della visione binoculare
Prescrizioni Può prescrivere farmaci e interventi Non può formulare diagnosi mediche né prescrivere farmaci o interventi

Quanto si paga per una visita oculistica

Quanto costa una visita oculistica al Santagostino di Busto Arsizio? Il prezzo parte da 100 euro, una tariffa pensata per rendere accessibile a tutti un servizio medico specialistico di qualità.

Il costo della visita oculistica può variare in base alla disponibilità del professionista scelto.

Per conoscere il costo esatto e verificare le disponibilità, è possibile consultare il sistema di prenotazione online, dove le tariffe sono sempre indicate in modo chiaro e trasparente prima della conferma dell’appuntamento.

Come prepararsi alla visita

Prima della visita oculistica è utile portare con sé eventuali occhiali o lenti a contatto in uso, referti di esami precedenti e l’elenco dei farmaci assunti. Se si prevede l’esame del fondo oculare con dilatazione pupillare, è consigliabile farsi accompagnare, poiché la vista rimarrà offuscata per alcune ore e sarà difficile guidare. Evitare di indossare trucco sugli occhi facilita l’esame biomicroscopico.

Non è necessario essere a digiuno né sospendere terapie in corso, salvo diversa indicazione dello specialista. La visita dura mediamente 30-45 minuti, tempi che si allungano se vengono eseguiti accertamenti strumentali supplementari.