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Transferrina: cos’è, valori normali e quando preoccuparsi

La transferrina è una proteina presente nel sangue che svolge un ruolo fondamentale nel trasporto del ferro all’interno dell’organismo. Quando il medico richiede il dosaggio della transferrina, l’obiettivo è valutare non solo la disponibilità di ferro, ma anche la capacità del corpo di utilizzarlo correttamente. Questo esame rappresenta uno strumento diagnostico essenziale per individuare condizioni come anemie, sovraccarichi di ferro o problematiche epatiche.

Comprendere cosa indica la transferrina e come interpretarne i valori permette di avere un quadro più completo dello stato di salute, soprattutto in presenza di sintomi come stanchezza persistente, pallore o alterazioni metaboliche.

Che cos’è la transferrina nelle analisi del sangue?

La transferrina è una glicoproteina sintetizzata principalmente dal fegato, costituita da una catena polipeptidica di 679 aminoacidi con un peso molecolare di circa 80 kDa. La sua struttura le consente di legare fino a due atomi di ferro in forma ferrica (Fe3+), trasportandoli attraverso il circolo sanguigno verso i tessuti che ne hanno bisogno.

Nel sangue, questa proteina si presenta in due forme: la transferrina satura, quando è legata al ferro, e la transferrina insatura (o apotransferrina), quando si trova in forma libera. In condizioni normali, circa il 30% della transferrina circolante è saturata con il ferro, mentre la quota rimanente rimane disponibile per legare nuovo ferro proveniente dalla dieta o dalla degradazione dei globuli rossi.

Il dosaggio della transferrina viene richiesto insieme ad altri parametri del metabolismo del ferro, come sideremia e ferritina, per ottenere un’analisi completa dello stato marziale dell’organismo.

Funzione principale della transferrina

La funzione principale della transferrina è garantire il trasporto sicuro del ferro nel sangue, evitando che questo metallo, potenzialmente tossico in forma libera, danneggi i tessuti. Dopo aver legato il ferro a livello intestinale o dai depositi tissutali, la transferrina lo veicola principalmente verso:

  • Il midollo osseo, dove il ferro viene utilizzato per la sintesi dell’emoglobina nei globuli rossi
  • Il fegato e altri organi, dove viene immagazzinato sotto forma di ferritina
  • Tutti i tessuti che necessitano di ferro per processi metabolici fondamentali

Questo meccanismo di trasporto avviene attraverso recettori specifici presenti sulla membrana cellulare. Quando la transferrina satura si lega a questi recettori, viene internalizzata nella cellula tramite endocitosi, rilascia il ferro e viene poi riespulsa nel plasma per ripetere il ciclo. L’emivita della transferrina è di circa 8 giorni, garantendo un turnover efficiente.

L’esame di laboratorio della transferrina

L’esame della transferrina richiede un semplice prelievo di sangue venoso, preferibilmente eseguito al mattino e a digiuno per ottenere risultati più attendibili. Non sono necessarie preparazioni particolari, ma è importante segnalare al medico eventuali terapie in corso, soprattutto integratori di ferro o farmaci che possono influenzare i valori.

Oltre al dosaggio diretto della transferrina (transferrinemia), esistono altri parametri correlati che vengono spesso valutati contemporaneamente:

  • Sideremia: misura la quantità di ferro legato alla transferrina circolante
  • TIBC (capacità totale di legare il ferro): rappresenta la massima quantità di ferro che la transferrina può trasportare
  • Saturazione della transferrina: rapporto percentuale tra sideremia e TIBC, che indica quanta transferrina è effettivamente occupata dal ferro

Questi esami permettono di distinguere tra diverse condizioni patologiche e di orientare la diagnosi verso specifiche alterazioni del metabolismo del ferro.

Valori e significato clinico

I valori normali di transferrina nel sangue si collocano generalmente tra 200 e 360 mg/dL, anche se i range di riferimento possono variare leggermente tra laboratori. La saturazione della transferrina dovrebbe essere compresa tra il 20% e il 45%.

La valutazione dei livelli di transferrina fornisce informazioni preziose su diverse condizioni cliniche. Livelli alterati possono indicare problemi nel metabolismo del ferro, malattie epatiche, stati infiammatori cronici o deficit nutrizionali. L’interpretazione deve sempre considerare il quadro clinico complessivo e gli altri parametri del metabolismo del ferro.

Quando la transferrina è bassa?

Valori bassi di transferrina si riscontrano in diverse situazioni patologiche:

  • Malattie epatiche croniche, poiché il fegato produce meno transferrina
  • Stati infiammatori cronici e infezioni, dove l’organismo riduce la sintesi di transferrina come meccanismo di difesa
  • Sovraccarico di ferro (emocromatosi), in cui l’eccesso di ferro riduce la necessità di produrre transferrina
  • Malnutrizione proteica severa o sindrome nefrosica, con perdita di proteine
  • Alcune neoplasie

Una transferrina bassa associata a ferritina alta suggerisce tipicamente un accumulo di ferro, mentre transferrina bassa con ferritina bassa può indicare uno stato di malnutrizione o una patologia epatica grave.

Cosa vuol dire quando si ha la transferrina alta?

L’aumento della transferrina rappresenta solitamente una risposta compensatoria dell’organismo alla carenza di ferro. Le cause più comuni includono:

  • Anemia sideropenica (carenza di ferro): l’organismo aumenta la produzione di transferrina per catturare tutto il ferro disponibile
  • Gravidanza, quando aumenta il fabbisogno di ferro
  • Uso di contraccettivi orali o terapia estrogenica
  • Epatite acuta nelle fasi iniziali

In presenza di transferrina alta, la saturazione della transferrina risulta generalmente bassa, indicando che molta proteina di trasporto è disponibile ma poco ferro è presente per saturarla. Questa condizione richiede ulteriori accertamenti per identificare la causa della carenza di ferro e impostare una terapia adeguata.

Che differenza c’è tra ferritina e transferrina?

Ferritina e transferrina sono entrambe proteine coinvolte nella gestione del ferro, ma svolgono ruoli completamente diversi. La transferrina è la proteina di trasporto del ferro nel sangue, responsabile del movimento dinamico del metallo tra i vari tessuti. Il suo livello riflette la capacità dell’organismo di trasportare il ferro.

La ferritina, invece, è la principale proteina di deposito del ferro all’interno delle cellule, soprattutto nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. I livelli di ferritina nel sangue indicano le riserve totali di ferro disponibili nell’organismo.

ParametroFunzioneSignificato clinico
TransferrinaProteina di trasporto del ferro nel sangueRiflette la capacità dell’organismo di trasportare il ferro tra i vari tessuti
FerritinaProteina di deposito del ferro all’interno delle celluleIndica le riserve totali di ferro disponibili nell’organismo

Valutare entrambi i parametri insieme permette di distinguere tra una carenza di ferro vera (ferritina bassa, transferrina alta) e un’anemia da malattia cronica (ferritina normale o alta, transferrina bassa).

Quanto costa l’esame della transferrina a Busto Arsizio

Presso il Santagostino di Busto Arsizio è possibile eseguire il dosaggio della transferrina e gli esami correlati al metabolismo del ferro a tariffe accessibili. L’esame della transferrina sierica ha un costo di 8,82 euro, con referto disponibile in 2 giorni lavorativi. Lo stesso prezzo e le stesse tempistiche valgono per il TIBC (capacità totale di legare il ferro), un parametro spesso richiesto insieme alla transferrina per una valutazione più completa.

Per chi necessita di un inquadramento diagnostico approfondito, è disponibile il pannello sideremico al costo di 27,72 euro, che include in un’unica soluzione il dosaggio di ferro, ferritina, transferrina, TIBC e saturazione della transferrina, con referto pronto in 2 giorni lavorativi.

Gli esami del sangue sono prenotabili online senza impegnativa, scegliendo giorno e orario tra le disponibilità in tempo reale. È consigliabile presentarsi a digiuno al mattino per ottenere risultati più attendibili.