Tonometria: l’esame che protegge la vista dal glaucoma
La tonometria è l’esame diagnostico che misura la pressione intraoculare, cioè la pressione esercitata dai liquidi presenti all’interno dell’occhio. Questo parametro è fondamentale per individuare precocemente il glaucoma, una patologia che può danneggiare il nervo ottico in modo irreversibile e portare alla perdita della vista.
La pressione oculare elevata rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per il glaucoma. Individuarla tempestivamente attraverso la tonometria permette di intervenire con terapie mirate per preservare la funzione visiva. L’esame è rapido, indolore e può essere eseguito nell’ambito di una visita oculistica di routine.
In questa guida scoprirai come funziona la tonometria, quali sono i valori considerati normali, le diverse tecniche disponibili e quando è consigliabile sottoporsi a questo controllo.
Che cos’è la tonometria e perché è importante
La tonometria misura la pressione all’interno del bulbo oculare, determinata principalmente dall’equilibrio tra produzione e deflusso dell’umor acqueo, il liquido trasparente che nutre le strutture anteriori dell’occhio. Quando questo equilibrio si altera e la pressione aumenta, si crea un rischio significativo per il nervo ottico.
L’esame è essenziale per:
- diagnosticare il glaucoma nelle sue fasi iniziali, quando è ancora asintomatico
- monitorare nel tempo i pazienti già in trattamento per glaucoma
- valutare l’efficacia delle terapie in corso
- identificare soggetti a rischio che necessitano controlli più frequenti.
La tonometria non richiede anestesia generale e viene eseguita ambulatorialmente. Rappresenta uno degli esami più importanti nella prevenzione della cecità evitabile.
Tipologie principali di tonometria
Esistono diverse tecniche per misurare la pressione oculare, ciascuna con caratteristiche specifiche.
Tonometria a soffio o non a contatto
La tonometria a soffio è la metodica più diffusa negli screening e nelle visite preliminari. Lo strumento emette un getto d’aria calibrato verso la cornea, misurando il tempo necessario per appiattirla. Non richiede alcun contatto diretto con l’occhio né l’instillazione di colliri anestetici.
Il paziente avverte solo un breve soffio d’aria, che può provocare un leggero fastidio o riflesso di ammiccamento, ma non dolore. Questa tecnica è particolarmente utile per esami rapidi e di massa, anche se può risultare meno precisa rispetto ad altre metodiche in presenza di alterazioni corneali.
Tonometria ad applanazione di Goldmann
Considerata il gold standard per la misurazione della pressione intraoculare, questa tecnica utilizza uno strumento montato sulla lampada a fessura. Dopo aver instillato un collirio anestetico e fluoresceina, un piccolo cono viene delicatamente appoggiato sulla cornea per misurarne la resistenza all’applanazione.
Il metodo fornisce valori molto accurati ed è il riferimento per confermare diagnosi e monitorare terapie. Richiede maggiore tempo e competenza rispetto alla tonometria a soffio, ma garantisce la massima affidabilità dei risultati.
Tonometria a rimbalzo
Questa tecnica innovativa utilizza una sonda usa e getta che viene fatta rimbalzare delicatamente sulla cornea. Non necessita di anestesia né di contatto manuale con l’occhio ed è particolarmente indicata per bambini e pazienti poco collaboranti. Offre un buon compromesso tra precisione e praticità d’uso.
| Tecnica | Contatto con l’occhio | Anestetico necessario | Caratteristiche principali |
|---|---|---|---|
| Tonometria a soffio | No (getto d’aria) | No | Rapida, utile per screening, può essere meno precisa con alterazioni corneali |
| Tonometria ad applanazione di Goldmann | Sì (cono sulla cornea) | Sì (collirio anestetico) | Gold standard, massima accuratezza, riferimento per diagnosi e monitoraggio |
| Tonometria a rimbalzo | Minimo (sonda rimbalza) | No | Buon compromesso precisione/praticità, indicata per bambini e pazienti poco collaboranti |
Quali sono i valori normali per la tonometria?
La pressione intraoculare viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg). I valori considerati nella norma oscillano generalmente tra 10 e 21 mmHg, con una media attorno ai 15-16 mmHg.
Quanto deve essere la pressione oculare giusta?
Non esiste un valore unico ideale valido per tutti. La pressione oculare “giusta” dipende da diversi fattori individuali.
- Spessore corneale: cornee più spesse possono dare letture falsamente elevate
- Età del paziente: la pressione tende a aumentare leggermente con l’età
- Familiarità per glaucoma: soggetti con parenti affetti necessitano maggiore attenzione
- Stato del nervo ottico: un nervo già danneggiato richiede pressioni target più basse.
Valori superiori a 21 mmHg sono considerati sospetti e richiedono approfondimenti diagnostici. Tuttavia, esistono forme di glaucoma con pressione normale e, viceversa, persone con pressione elevata senza danno al nervo ottico (ipertensione oculare).
La valutazione della pressione va sempre inserita in un contesto clinico completo che includa esame del fondo oculare, campo visivo e analisi dello spessore delle fibre nervose retiniche.
Preparazione all’esame e durata

La tonometria non richiede preparazioni particolari. È consigliabile:
- rimuovere le lenti a contatto prima dell’esame (specialmente per la tonometria ad applanazione)
- comunicare all’oculista eventuali allergie a farmaci o colliri anestetici
- evitare di strofinare gli occhi prima della misurazione
- segnalare terapie in corso che potrebbero influenzare la pressione oculare
Per quanto riguarda la durata, la tonometria a soffio richiede pochi secondi per occhio. La tonometria ad applanazione necessita di circa 5-10 minuti, includendo il tempo per l’instillazione del collirio anestetico e l’attesa della sua azione.
L’esame è generalmente ben tollerato. La tonometria a soffio può provocare un momentaneo riflesso di ammiccamento. Quella ad applanazione, grazie all’anestesia locale, è completamente indolore; il paziente può avvertire solo una lieve sensazione di pressione.
Quando fare la tonometria
La frequenza dei controlli dipende da età, fattori di rischio e presenza di patologie oculari.
È raccomandabile sottoporsi alla tonometria:
- dopo i 40 anni, almeno ogni 2-3 anni nell’ambito di una visita oculistica completa
- annualmente dopo i 60 anni, età in cui aumenta il rischio di glaucoma
- ogni 6-12 mesi in presenza di familiarità per glaucoma
- secondo le indicazioni dello specialista se già in trattamento per glaucoma o ipertensione oculare
- prima e dopo interventi di chirurgia refrattiva o oculare.
Alcuni segnali che richiedono un controllo urgente includono dolore oculare intenso, visione offuscata improvvisa, aloni intorno alle luci, arrossamento marcato o nausea associata a disturbi visivi. Questi sintomi possono indicare un attacco acuto di glaucoma, emergenza medica che richiede trattamento immediato.
Quanto costa fare una tonometria?
Il costo della tonometria varia in base alla struttura e alla modalità di accesso. Nel Servizio Sanitario Nazionale, l’esame è incluso nella visita oculistica ed è coperto dal ticket sanitario per le categorie che ne hanno diritto.
Nelle strutture private, il prezzo oscilla generalmente tra 30 e 80 euro quando eseguita nell’ambito di una visita oculistica completa. La tonometria da sola, se richiesta come controllo isolato, può costare tra 20 e 40 euro.
È importante considerare che la tonometria rappresenta solo una componente della valutazione oculistica. Per una diagnosi completa di glaucoma sono spesso necessari esami aggiuntivi come campo visivo, OCT del nervo ottico e pachimetria corneale.
La prevenzione attraverso controlli regolari presso un oculista rimane l’arma più efficace contro il glaucoma. Investire in una diagnosi precoce significa proteggere la propria vista e la qualità della vita futura.