Transaminasi alte: cause, valori normali e quando preoccuparsi
Le transaminasi sono enzimi presenti nel nostro organismo che svolgono un ruolo fondamentale nel metabolismo degli amminoacidi. Quando i loro livelli nel sangue risultano alterati, possono segnalare un danno a carico di organi importanti come il fegato, il cuore o i muscoli. Un aumento dei valori di transaminasi è spesso il primo indicatore di una sofferenza epatica, ma non sempre corrisponde a una condizione grave: può dipendere da fattori temporanei o da patologie che richiedono approfondimenti.
Comprendere cosa sono le transaminasi, quali sono i valori normali e cosa significa quando risultano alte è essenziale per interpretare correttamente le analisi del sangue e per intraprendere, se necessario, gli opportuni accertamenti diagnostici.
Cosa sono i valori GOT e GPT?
Le transaminasi sono enzimi che catalizzano la trasformazione degli amminoacidi, trasferendo il gruppo amminico da un amminoacido a un altro composto. I due principali tipi di transaminasi analizzati negli esami del sangue sono:
AST (aspartato aminotransferasi), note anche come GOT (glutammato-ossalacetato transaminasi), presenti principalmente nel fegato ma anche nel cuore, nei muscoli scheletrici e nei reni. Questi enzimi sono meno specifici per il fegato rispetto alle ALT.
ALT (alanina aminotransferasi), chiamate anche GPT (glutammato-piruvato transaminasi), concentrate soprattutto nelle cellule epatiche. Un loro aumento è considerato un marcatore più specifico di danno al fegato.
Entrambi gli enzimi vengono rilasciati nel circolo sanguigno quando le cellule che li contengono subiscono un danno o una lesione. Per questo motivo, il dosaggio delle transaminasi è uno degli esami di laboratorio più richiesti per valutare lo stato di salute del fegato e di altri organi.
Valori normali delle transaminasi
I valori di riferimento delle transaminasi possono variare leggermente tra laboratori, in base alle metodiche utilizzate. In linea generale, i parametri considerati normali sono:
| Tipo di transaminasi | Sigla alternativa | Valori normali |
|---|---|---|
| AST (aspartato aminotransferasi) | GOT (glutammato-ossalacetato transaminasi) | 8-48 U/L |
| ALT (alanina aminotransferasi) | GPT (glutammato-piruvato transaminasi) | 7-55 U/L |
Valori leggermente al di sopra o al di sotto di questi range non indicano necessariamente una patologia, ma richiedono una valutazione medica per interpretare correttamente il risultato nel contesto clinico del paziente.
Che significa avere le transaminasi alte?
Avere le transaminasi alte significa che la concentrazione di questi enzimi nel sangue supera i valori di riferimento. Questo aumento indica generalmente un danno o un’infiammazione a carico delle cellule dove questi enzimi sono presenti, in particolare le cellule epatiche.
Un lieve rialzo delle transaminasi può essere transitorio e legato a fattori temporanei come:
- assunzione di farmaci epatotossici
- consumo eccessivo di alcol
- infezioni virali lievi
- attività fisica intensa.
Livelli moderatamente elevati (da 2 a 3 volte il valore normale) possono suggerire condizioni come steatosi epatica, epatite cronica o sindrome metabolica. Aumenti significativi, superiori a 10 volte il limite massimo, sono invece associati a patologie acute più gravi, come epatite virale acuta, epatite da farmaci, ischemia epatica o intossicazioni.
Il rapporto tra AST e ALT è un elemento diagnostico importante: quando le ALT sono più elevate delle AST, il danno è probabilmente localizzato al fegato; al contrario, un’elevazione prevalente delle AST può indicare un coinvolgimento cardiaco o muscolare.
Quali sono le principali cause dell’aumento delle transaminasi?
Le cause dell’aumento delle transaminasi sono numerose e riguardano principalmente il fegato, ma anche altri organi. Tra le più frequenti:
Patologie epatiche: epatiti virali (A, B, C), steatosi epatica (fegato grasso), cirrosi epatica, epatite autoimmune, malattie metaboliche come la malattia di Wilson o l’emocromatosi.
Farmaci e tossine: alcuni farmaci, tra cui antibiotici, antiinfiammatori, statine e antitumorali, possono causare un danno epatico. Anche l’abuso di alcol o l’esposizione a sostanze tossiche contribuiscono all’aumento delle transaminasi.
Patologie cardiache: l’infarto miocardico può determinare un incremento delle AST, poiché questi enzimi sono presenti anche nel muscolo cardiaco. Le cardiopatie possono quindi associarsi a valori alterati.
Patologie muscolari: malattie che colpiscono i muscoli, come la rabdomiolisi o le miopatie, possono causare un rilascio di transaminasi nel sangue.
Condizioni metaboliche: obesità, diabete e sindrome metabolica sono spesso associati a un aumento delle transaminasi, soprattutto in presenza di steatosi epatica non alcolica.
Altre cause: tra cui celiachia non trattata, mononucleosi, ipotiroidismo o esercizio fisico estremamente intenso.
Quali sono i sintomi delle transaminasi alte?
Nella maggior parte dei casi, l’aumento delle transaminasi è asintomatico e viene scoperto casualmente durante esami di routine. Tuttavia, quando sono presenti sintomi, questi sono generalmente legati alla patologia sottostante che ha causato l’aumento enzimatico.
I sintomi più comuni che possono accompagnare transaminasi elevate includono:
- affaticamento persistente e debolezza, come nella stanchezza cronica
- dolore addominale o senso di pesantezza nella parte superiore destra dell’addome
- ittero, ovvero colorazione giallastra di pelle e sclere
- nausea e vomito
- perdita di appetito
- urine scure
- feci chiare.
Questi sintomi sono più evidenti quando l’aumento delle transaminasi è legato a una patologia epatica acuta o avanzata. In presenza di tali manifestazioni, è fondamentale consultare un medico per una valutazione approfondita.
Quali sono i valori che indicano problemi al fegato?
Non esiste un valore univoco che definisce un problema al fegato, poiché l’interpretazione dipende dal contesto clinico e dalla presenza di altri marcatori epatici alterati. Tuttavia, alcune indicazioni generali possono orientare:
Valori di ALT superiori a 100 U/L sono considerati significativi e suggeriscono un danno epatico che merita attenzione medica. Aumenti superiori a 10 volte il limite normale sono indicativi di patologie acute come epatite virale o tossica.
Oltre alle transaminasi, altri esami aiutano a valutare la funzionalità epatica:
| Esame | Indicazione |
|---|---|
| Bilirubina | Alterazione del metabolismo biliare o ostruzione delle vie biliari |
| Fosfatasi alcalina e gamma-GT | Colestasi o danno alle vie biliari |
| Albumina e tempo di protrombina | Capacità sintetica del fegato |
Una diagnosi accurata richiede la combinazione di più parametri e, spesso, ulteriori indagini come ecografia epatica, esami sierologici per epatiti virali o biopsia epatica nei casi complessi.
Diagnosi e approfondimenti
Quando le transaminasi risultano elevate, il medico prescrive ulteriori esami per identificare la causa. Il percorso diagnostico può includere:
- Anamnesi completa: valutazione dello stile di vita, consumo di alcol, farmaci assunti, storia familiare di malattie epatiche
- Esami sierologici: ricerca di marcatori per epatiti virali (HBsAg, anti-HCV)
- Ecografia addominale: per visualizzare la struttura del fegato e identificare steatosi, masse o anomalie delle vie biliari
- Esami metabolici: glicemia, profilo lipidico, ferritina per escludere cause metaboliche
- Elastografia epatica: per valutare la rigidità del fegato e il grado di fibrosi
In alcuni casi selezionati, può essere necessaria una biopsia epatica per una diagnosi definitiva.
Il monitoraggio delle transaminasi è fondamentale non solo per diagnosticare eventuali patologie, ma anche per seguire l’evoluzione di malattie epatiche croniche e valutare l’efficacia delle terapie in corso. Per approfondimenti specifici, è possibile rivolgersi a un gastroenterologo o a uno specialista in epatologia. Gli esami del sangue vanno eseguiti presso strutture specializzate per garantire risultati accurati.