L’acidità di stomaco, da cosa è causata
L’acidità di stomaco è un disturbo molto comune che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si manifesta con una sensazione di bruciore nella parte superiore dell’addome o dietro lo sterno, spesso accompagnata da rigurgito acido e disagio generale. Questo fastidio, tecnicamente chiamato pirosi gastrica, può presentarsi occasionalmente dopo un pasto abbondante oppure diventare un problema ricorrente che influisce significativamente sulla qualità della vita.
Comprendere le cause dell’acidità di stomaco è fondamentale per affrontare il problema in modo efficace. Non si tratta solo di un semplice fastidio passeggero: quando diventa frequente, può segnalare condizioni che richiedono attenzione medica. In questo articolo esploreremo le principali cause dell’acidità gastrica, i sintomi più comuni, i rimedi disponibili e quando è necessario consultare uno specialista.
Quali sono le cause della continua acidità di stomaco?
L’acidità di stomaco si verifica quando i succhi gastrici, naturalmente acidi e necessari per la digestione, risalgono verso l’esofago o quando la loro produzione diventa eccessiva. Le cause di questo fenomeno sono molteplici e spesso interconnesse.
Cause alimentari e stile di vita
L’alimentazione gioca un ruolo centrale nell’insorgenza dell’acidità gastrica. Alcuni cibi stimolano una maggiore produzione di acido cloridrico o rilassano lo sfintere esofageo inferiore, la valvola che separa stomaco ed esofago. Tra gli alimenti più problematici troviamo cibi grassi e fritti, cioccolato, menta, agrumi, pomodori, cipolle, aglio, bevande gassate, caffè e alcolici.
Anche le abitudini alimentari influiscono: pasti abbondanti e consumati rapidamente, mangiare poco prima di coricarsi o sdraiarsi subito dopo i pasti favoriscono il reflusso acido. Il fumo di sigaretta è un altro fattore di rischio importante, poiché riduce la produzione di saliva (che neutralizza l’acidità) e indebolisce lo sfintere esofageo.
Cause fisiologiche e patologiche
Il sovrappeso e l’obesità aumentano la pressione addominale, favorendo la risalita dei succhi gastrici. La gravidanza, per ragioni simili e per i cambiamenti ormonali, predispone all’acidità di stomaco, soprattutto negli ultimi mesi.
Tra le condizioni mediche che causano acidità persistente troviamo la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), l’ernia iatale (quando parte dello stomaco risale attraverso il diaframma), la gastrite e l’ulcera peptica. Anche l’infezione da Helicobacter pylori può contribuire all’iperproduzione di acido gastrico.
Farmaci e altri fattori
Alcuni medicinali possono favorire l’acidità di stomaco, tra cui antinfiammatori non steroidei (FANS), aspirina, alcuni antibiotici, farmaci per la pressione alta e bifosfonati. Lo stress e l’ansia, inoltre, possono aumentare la produzione di acido gastrico e rendere lo stomaco più sensibile.
Sintomi comuni dell’acidità di stomaco
Il sintomo principale dell’acidità gastrica è il bruciore di stomaco, una sensazione di calore o bruciore che parte dalla parte superiore dell’addome e può risalire fino alla gola. Questo fastidio tende a peggiorare dopo i pasti, quando ci si piega in avanti o ci si sdraia.
Altri sintomi frequenti includono il rigurgito acido (risalita di liquido amaro o acido in bocca), difficoltà nella digestione, sensazione di pesantezza, nausea, eruttazioni frequenti e gonfiore addominale. Nei casi più intensi, l’acidità può causare dolore toracico che può essere confuso con problemi cardiaci, tosse secca persistente, raucedine e sensazione di nodo alla gola.
La frequenza e l’intensità dei sintomi variano da persona a persona: alcuni avvertono solo occasionalmente un lieve fastidio, mentre altri sperimentano sintomi quotidiani che interferiscono con le attività normali e il riposo notturno.
Cosa fare quando si ha acidità di stomaco?
Quando si manifesta l’acidità di stomaco, alcune misure immediate possono offrire sollievo. Innanzitutto, è utile assumere una posizione eretta o leggermente inclinata, evitando di sdraiarsi completamente. Allentare indumenti stretti intorno all’addome può ridurre la pressione sullo stomaco.
Dal punto di vista alimentare, è consigliabile fare piccoli pasti frequenti anziché pasti abbondanti, masticare lentamente e accuratamente, ed evitare di mangiare nelle tre ore precedenti il riposo notturno. Identificare ed eliminare dalla dieta gli alimenti che scatenano i sintomi è fondamentale per la gestione a lungo termine.
Modificare lo stile di vita porta benefici significativi: perdere peso se necessario, smettere di fumare, ridurre il consumo di alcol e caffè, gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento. Sollevare la testata del letto di 15-20 centimetri può aiutare a prevenire il reflusso notturno.
Cosa posso prendere per togliere l’acidità?
Per il trattamento dell’acidità di stomaco esistono diverse opzioni farmacologiche, che variano in base alla gravità e alla frequenza dei sintomi.
Gli antiacidi da banco, contenenti sali di alluminio, magnesio o calcio, neutralizzano rapidamente l’acido gastrico e offrono sollievo immediato ma temporaneo. Sono indicati per episodi occasionali e lievi.
Gli antagonisti dei recettori H2 (come ranitidina e famotidina) riducono la produzione di acido gastrico e hanno un’azione più prolungata rispetto agli antiacidi. Gli inibitori della pompa protonica (IPP), come omeprazolo e pantoprazolo, sono i farmaci più efficaci per ridurre la secrezione acida e sono indicati per trattamenti più prolungati, sempre sotto controllo medico.
È importante sottolineare che l’automedicazione prolungata non è consigliabile: i farmaci dovrebbero essere assunti seguendo le indicazioni del medico o del farmacista, rispettando dosi e durata del trattamento.
Cosa bere con l’acidità di stomaco?
La scelta delle bevande è importante nella gestione dell’acidità gastrica. L’acqua naturale a temperatura ambiente è sempre la scelta migliore: bere piccoli sorsi durante la giornata aiuta a diluire l’acido gastrico e favorisce la digestione.
Le tisane possono offrire sollievo: camomilla, malva, liquirizia (con cautela in caso di ipertensione) e zenzero hanno proprietà lenitive sulla mucosa gastrica. Il latte, contrariamente a quanto si credeva in passato, offre solo un sollievo temporaneo e può stimolare successivamente la produzione di acido.
Da evitare sono le bevande gassate, che aumentano la pressione gastrica, il caffè (anche decaffeinato), gli alcolici, i succhi di agrumi e di pomodoro, e le bevande troppo calde o troppo fredde, che possono irritare la mucosa.
Quando consultare il medico
Sebbene l’acidità di stomaco occasionale sia comune e generalmente gestibile con modifiche dello stile di vita, alcuni segnali indicano la necessità di una valutazione medica.
È importante consultare un medico quando i sintomi si presentano più di due volte a settimana, persistono nonostante i rimedi adottati, o peggiorano progressivamente. Altri campanelli d’allarme includono difficoltà o dolore durante la deglutizione, perdita di peso involontaria, vomito persistente o con tracce di sangue, feci scure o catramose (segno di possibile sanguinamento gastrico), dolore toracico intenso (da distinguere da problemi cardiaci), e sintomi che interferiscono significativamente con la qualità della vita.
Il medico, attraverso l’anamnesi e eventuali esami diagnostici come la gastroscopia, può identificare la causa sottostante dell’acidità e prescrivere il trattamento più appropriato. Una diagnosi tempestiva è fondamentale per prevenire complicanze come esofagite, ulcere, stenosi esofagea o, nei casi più rari, trasformazioni precancerose della mucosa esofagea.
Affrontare l’acidità di stomaco con consapevolezza, modificando le abitudini quando necessario e rivolgendosi al medico nei casi appropriati, permette di gestire efficacemente questo disturbo e mantenere una buona qualità della vita.