Calazio: cause, rimedi e quando rivolgersi all’oculista
Il calazio è una delle problematiche oculari più comuni che possono interessare persone di tutte le età. Si tratta di una lesione benigna della palpebra che, pur non rappresentando generalmente un pericolo per la vista, può causare fastidio, disagio estetico e, in alcuni casi, complicazioni se non gestita correttamente.
Molte persone confondono il calazio con l’orzaiolo, ma si tratta di due condizioni diverse che richiedono approcci terapeutici distinti. Comprendere la natura del calazio, riconoscerne i sintomi e sapere quando è necessario l’intervento di uno specialista è fondamentale per una gestione efficace del problema.
In questo articolo scoprirai cos’è esattamente il calazio, quali sono le cause che lo provocano, cosa puoi fare autonomamente a casa e quando è indispensabile consultare un oculista per valutare trattamenti medici o chirurgici.
Cos’è il calazio e come si manifesta
Il calazio è una cisti o nodulo che si forma sulla palpebra a seguito dell’ostruzione e dell’infiammazione cronica di una ghiandola di Meibomio. Queste ghiandole, presenti nel margine palpebrale, producono la componente lipidica del film lacrimale che protegge e lubrifica l’occhio.
Quando il dotto escretore di una di queste ghiandole si ostruisce, il secreto oleoso si accumula all’interno, formando un rigonfiamento che può aumentare progressivamente di dimensioni. A differenza dell’orzaiolo, che è un’infezione acuta e dolorosa, il calazio si sviluppa gradualmente ed è generalmente indolore.
Le manifestazioni tipiche del calazio includono:
- un nodulo o rigonfiamento rotondeggiante sulla palpebra superiore o inferiore
- gonfiore localizzato che può aumentare nelle prime settimane
- sensazione di pesantezza della palpebra
- possibile arrossamento della zona circostante
- lacrimazione eccessiva in alcuni casi
- visione offuscata se il calazio è particolarmente voluminoso e preme sulla cornea.
Il calazio può presentarsi sia sulla superficie interna della palpebra (più comune) sia su quella esterna, e le sue dimensioni possono variare da pochi millimetri fino a oltre un centimetro nei casi più importanti.
Qual è la causa del calazio?
Le cause del calazio sono legate principalmente all’ostruzione delle ghiandole di Meibomio, ma diversi fattori possono favorire questa condizione.
La causa principale è l’ispessimento del secreto oleoso prodotto dalle ghiandole, che diventa troppo denso per fluire normalmente attraverso i dotti escretori. Questo ispessimento può essere dovuto a:
- Blefarite cronica: un’infiammazione del margine palpebrale che altera la funzionalità delle ghiandole
- Rosacea oculare: una condizione dermatologica che coinvolge anche gli occhi
- Disfunzione delle ghiandole di Meibomio: un’alterazione della qualità e quantità del secreto
- Scarsa igiene palpebrale: accumulo di residui, trucco o batteri sul margine delle palpebre
- Dermatite seborroica: che può estendersi alla zona perioculare
- Alterazioni ormonali: che possono modificare la composizione delle secrezioni ghiandolari
Alcuni fattori di rischio aumentano la probabilità di sviluppare un calazio, tra cui lo stress, l’uso prolungato di lenti a contatto, l’esposizione ad ambienti polverosi o inquinati, e una storia pregressa di calazi o orzaioli.
Il calazio si riassorbe da solo?
Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità che il calazio guarisca spontaneamente senza interventi. La risposta è: dipende.
Molti calazi, soprattutto quelli di piccole dimensioni e diagnosticati precocemente, possono effettivamente riassorbirsi spontaneamente nell’arco di alcune settimane o mesi. Il processo di riassorbimento naturale avviene quando l’organismo riesce gradualmente a drenare il contenuto della cisti e a ridurre l’infiammazione.
Tuttavia, non tutti i calazi si risolvono da soli. Alcuni possono persistere per mesi senza mostrare segni di miglioramento, mentre altri possono addirittura aumentare di dimensioni. I calazi più grandi o quelli presenti da lungo tempo tendono a cronicizzarsi e richiedono generalmente un intervento terapeutico.
La probabilità di riassorbimento spontaneo aumenta quando si adottano misure conservative domiciliari nelle fasi iniziali, come gli impacchi caldi e il massaggio palpebrale, che favoriscono il drenaggio naturale della ghiandola ostruita.
Cosa fare a casa per il calazio
Esistono diverse misure che puoi adottare autonomamente per favorire la risoluzione del calazio, soprattutto nelle fasi iniziali.
Impacchi caldi rappresentano il rimedio casalingo più efficace. Applicare una compressa tiepida (non bollente) sulla palpebra chiusa per 10-15 minuti, 3-4 volte al giorno, aiuta a fluidificare il secreto oleoso intrappolato e a favorirne il drenaggio. Puoi utilizzare una garza pulita imbevuta di acqua calda o apposite maschere termiche per gli occhi.
Massaggio palpebrale delicato: dopo l’impacco caldo, con le mani pulite, puoi eseguire un leggero massaggio sulla palpebra, con movimenti circolari o verso il margine palpebrale, per facilitare l’espulsione del materiale ostruito.
Igiene palpebrale accurata: pulire quotidianamente il margine delle palpebre con prodotti specifici o soluzioni saline aiuta a prevenire ulteriori ostruzioni e a mantenere pulita la zona interessata.
Cosa evitare
- Non tentare mai di spremere o incidere il calazio autonomamente
- Evita di truccare la zona interessata fino a completa guarigione
- Non utilizzare lenti a contatto durante la fase acuta
- Non applicare creme o pomate non prescritte dal medico
Come togliere un calazio da soli?
È importante chiarire che non è possibile né sicuro tentare di rimuovere un calazio da soli. A differenza di un brufolo superficiale, il calazio è una cisti profonda all’interno della palpebra, e qualsiasi tentativo di incisione o spremitura può causare:
- infezioni secondarie gravi
- diffusione dell’infiammazione ai tessuti circostanti
- danni permanenti alla palpebra
- cicatrici evidenti
- peggioramento della condizione
I rimedi casalinghi descritti nella sezione precedente (impacchi caldi e massaggio delicato) rappresentano l’unico approccio sicuro che puoi adottare autonomamente. Questi metodi non “tolgono” fisicamente il calazio, ma favoriscono il suo drenaggio naturale attraverso i dotti ghiandolari.
Se il calazio persiste nonostante le cure domiciliari, la rimozione deve essere effettuata esclusivamente da un oculista attraverso procedure mediche appropriate.
Quando consultare un oculista
Sebbene molti calazi possano essere gestiti inizialmente a casa, esistono situazioni in cui la consulenza di un oculista diventa necessaria.
Dovresti rivolgerti a uno specialista quando:
- il calazio persiste per più di 4-6 settimane nonostante i trattamenti domiciliari
- il nodulo aumenta progressivamente di dimensioni
- si verifica dolore intenso o segni di infezione (rossore diffuso, calore, secrezione purulenta)
- il calazio interferisce con la visione
- si sviluppano calazi ricorrenti
- compaiono alterazioni della pelle palpebrale
- il gonfiore si estende oltre la palpebra
Un’attenzione particolare è necessaria nei bambini, dove il calazio può essere più difficile da gestire e richiede spesso una valutazione specialistica precoce.
Come si risolve il calazio: trattamenti medici e chirurgici
Quando i rimedi casalinghi non sono sufficienti, l’oculista può proporre diverse opzioni terapeutiche.
Trattamenti medici conservativi
- Colliri o pomate antibiotiche e antinfiammatorie per ridurre l’infiammazione
- Iniezioni intralessionali di corticosteroidi, che possono ridurre significativamente le dimensioni del calazio in pochi giorni
- Terapie per le condizioni sottostanti come blefarite o rosacea oculare
Trattamento chirurgico
Quando il calazio è voluminoso, cronico o non risponde ai trattamenti conservativi, può essere necessario un piccolo intervento chirurgico chiamato incisione e curettage. La procedura, eseguita in ambulatorio con anestesia locale, prevede:
- una piccola incisione sulla superficie interna della palpebra
- la rimozione del contenuto della cisti
- il curettage (raschiamento) della capsula per prevenire recidive
L’intervento dura pochi minuti ed è generalmente ben tollerato. Il recupero è rapido, con miglioramento estetico immediato e risoluzione definitiva nella maggior parte dei casi.
In conclusione, il calazio è una condizione comune e generalmente benigna che può spesso risolversi con semplici misure domiciliari. Tuttavia, la persistenza dei sintomi o la comparsa di complicazioni richiedono la valutazione di un oculista, che potrà indicare il percorso terapeutico più appropriato per ogni singolo caso.