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Cardiomiopatia

La cardiomiopatia è una malattia del muscolo cardiaco che compromette la capacità del cuore di pompare il sangue in modo efficace verso il resto dell’organismo. Si tratta di una condizione che può manifestarsi in diverse forme, ciascuna con caratteristiche specifiche, ma tutte accomunate da un progressivo indebolimento o irrigidimento del miocardio.

Questa patologia rappresenta una delle principali cause di insufficienza cardiaca e può colpire persone di qualsiasi età, dai bambini agli anziani. La diagnosi precoce è fondamentale per rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

In questo articolo approfondiremo cos’è la cardiomiopatia, quali sono le cause principali, i sintomi da riconoscere, i diversi tipi esistenti e le modalità di diagnosi e trattamento disponibili oggi.

Cos’è la cardiomiopatia

La cardiomiopatia è una patologia che colpisce il miocardio, il tessuto muscolare del cuore responsabile della contrazione cardiaca. Quando il muscolo cardiaco si indebolisce, si ispessisce o si irrigidisce in modo anomalo, il cuore fatica a pompare il sangue con la forza necessaria per soddisfare le esigenze dell’organismo.

Esistono forme primarie di cardiomiopatia, in cui la malattia colpisce direttamente il muscolo cardiaco senza una causa evidente, e forme secondarie, conseguenti ad altre patologie come pressione alta, malattie coronariche, infezioni virali o disturbi metabolici.

La gravità della cardiomiopatia può variare notevolmente: alcuni pazienti rimangono asintomatici per anni, mentre altri sviluppano rapidamente sintomi invalidanti che richiedono interventi terapeutici urgenti.

Cause della cardiomiopatia

Le cause della cardiomiopatia sono molteplici e spesso interconnesse.

Fattori genetici ed ereditari: molte forme di cardiomiopatia hanno una componente genetica. Mutazioni in specifici geni che codificano per proteine del muscolo cardiaco possono essere trasmesse da genitore a figlio, aumentando il rischio di sviluppare la malattia.

Malattie sistemiche: condizioni come il diabete, le malattie della tiroide, l’amiloidosi e la sarcoidosi possono danneggiare il muscolo cardiaco nel tempo.

Infezioni: alcune infezioni virali, in particolare quelle che colpiscono il cuore (miocardite), possono evolvere in cardiomiopatia se non trattate adeguatamente.

Abuso di alcol e sostanze: il consumo eccessivo e prolungato di alcol è una causa nota di cardiomiopatia dilatativa. Anche l’uso di droghe come la cocaina può danneggiare il muscolo cardiaco.

Ipertensione arteriosa: la pressione alta non controllata costringe il cuore a lavorare più intensamente, causando nel tempo un ispessimento delle pareti cardiache.

Chemioterapia e radioterapia: alcuni trattamenti oncologici possono avere effetti cardiotossici che portano allo sviluppo di cardiomiopatia.

In alcuni casi, nonostante approfondite indagini diagnostiche, la causa della cardiomiopatia rimane sconosciuta: si parla allora di cardiomiopatia idiopatica.

Quali sono i sintomi della cardiomiopatia?

I sintomi della cardiomiopatia possono variare in base al tipo e alla gravità della malattia. Nelle fasi iniziali, molti pazienti non presentano alcun sintomo evidente. Con il progredire della condizione, tuttavia, possono esserci diverse manifestazioni.

  • Affaticamento e debolezza: sensazione di stanchezza anche dopo attività leggere
  • Dispnea: fiato corto, inizialmente durante lo sforzo fisico e successivamente anche a riposo
  • Gonfiore: edema alle gambe, alle caviglie, ai piedi e all’addome, causato dall’accumulo di liquidi
  • Palpitazioni: percezione di battiti cardiaci irregolari, accelerati o “saltati”
  • Dolore toracico: sensazione di oppressione o dolore al petto, specialmente durante l’attività fisica
  • Vertigini e svenimenti: dovuti a un insufficiente apporto di sangue al cervello
  • Tosse persistente: soprattutto quando si è sdraiati, causata dall’accumulo di liquidi nei polmoni

È importante sottolineare che questi sintomi non sono specifici della cardiomiopatia e possono essere associati ad altre condizioni cardiache o extracardiache. Per questo motivo, è fondamentale rivolgersi a un medico per una valutazione accurata.

Tipi principali di cardiomiopatia

Esistono diversi tipi di cardiomiopatia, ciascuno con caratteristiche anatomiche e funzionali specifiche.

Tipo Caratteristiche
Cardiomiopatia dilatativa Il ventricolo sinistro si dilata e le pareti del cuore si assottigliano, riducendo la capacità di pompare il sangue efficacemente. Può essere causata da fattori genetici, infezioni virali, abuso di alcol o essere idiopatica.
Cardiomiopatia ipertrofica Ispessimento anomalo delle pareti del cuore, in particolare del setto interventricolare. Spesso ereditaria, può ostacolare il flusso di sangue in uscita dal cuore e aumentare il rischio di aritmie pericolose.
Cardiomiopatia restrittiva Il muscolo cardiaco diventa rigido e perde elasticità, impedendo al cuore di riempirsi adeguatamente di sangue. Può essere causata da malattie infiltrative come l’amiloidosi o la sarcoidosi.
Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro Il tessuto muscolare del ventricolo destro viene progressivamente sostituito da tessuto fibroso e adiposo, causando aritmie potenzialmente pericolose.

Come si scopre una cardiomiopatia?

La diagnosi di cardiomiopatia richiede un approccio multidisciplinare che combina diverse indagini.

Visita cardiologica: il medico raccoglie la storia clinica del paziente, inclusa l’eventuale familiarità per malattie cardiache, e procede con l’esame obiettivo, ascoltando il cuore e i polmoni. Una visita cardiologica accurata è il primo passo fondamentale.

Elettrocardiogramma (ECG): registra l’attività elettrica del cuore e può evidenziare anomalie del ritmo, segni di ispessimento delle pareti cardiache o alterazioni della conduzione. L’elettrocardiogramma è un esame semplice ma essenziale.

Ecocardiogramma: l’esame ecografico del cuore permette di visualizzare la struttura e la funzione cardiaca, misurare lo spessore delle pareti, valutare la capacità di pompaggio e identificare eventuali anomalie valvolari. L’ecocardiogramma fornisce informazioni dettagliate sulla morfologia cardiaca.

Risonanza magnetica cardiaca: fornisce immagini dettagliate del cuore e permette di caratterizzare il tessuto miocardico, identificando aree di fibrosi o infiltrazione.

Test da sforzo: valuta la risposta del cuore all’attività fisica e può evidenziare sintomi o anomalie che non emergono a riposo.

Holter cardiaco: monitoraggio continuo dell’attività cardiaca per 24-48 ore, utile per identificare aritmie.

Esami del sangue: possono rivelare marcatori di danno cardiaco, disfunzioni ormonali o malattie sistemiche associate. Le analisi del sangue sono parte integrante della valutazione diagnostica.

Biopsia endomiocardica: in casi selezionati, può essere necessario prelevare un piccolo campione di tessuto cardiaco per l’analisi microscopica.

Come si cura una cardiomiopatia?

Il trattamento della cardiomiopatia dipende dal tipo, dalla gravità e dai sintomi presenti. L’obiettivo principale è rallentare la progressione della malattia, controllare i sintomi e prevenire complicanze.

Modifiche dello stile di vita: riduzione del consumo di sale, limitazione dell’alcol, cessazione del fumo, mantenimento di un peso corporeo adeguato e attività fisica moderata e supervisionata.

Terapia farmacologica: diversi farmaci possono essere prescritti in base alle necessità specifiche, tra cui ACE-inibitori, beta-bloccanti, diuretici per ridurre l’accumulo di liquidi, anticoagulanti per prevenire la formazione di trombi e farmaci antiaritmici.

Dispositivi impiantabili: nei casi più gravi possono essere necessari pacemaker, defibrillatori cardioverter impiantabili (ICD) per prevenire morte cardiaca improvvisa, o dispositivi di resincronizzazione cardiaca.

Procedure interventistiche: in alcuni pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva può essere indicata la miectomia settale (rimozione chirurgica di parte del setto ispessito) o l’ablazione settale alcolica.

Trapianto cardiaco: rappresenta l’opzione terapeutica finale per i pazienti con cardiomiopatia in fase avanzata che non rispondono ad altri trattamenti.

La gestione della cardiomiopatia richiede un follow-up regolare con il cardiologo e un approccio personalizzato che tenga conto delle caratteristiche individuali di ogni paziente. La diagnosi precoce e l’aderenza al piano terapeutico sono fondamentali per migliorare la prognosi e la qualità di vita.