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L’esofagite da reflusso, quali sintomi riconoscere

L’esofagite da reflusso è una condizione infiammatoria dell’esofago causata dalla risalita ripetuta dei succhi gastrici dallo stomaco. Questo fenomeno, quando si verifica con frequenza e intensità, può danneggiare la mucosa esofagea, provocando sintomi fastidiosi e, se trascurato, complicanze anche serie. Riconoscere tempestivamente i segnali di questa patologia è fondamentale per intervenire in modo appropriato e migliorare significativamente la qualità della vita.

Molte persone confondono il semplice reflusso gastroesofageo con l’esofagite, ma esistono differenze importanti da conoscere. Mentre il reflusso può essere occasionale e non causare danni permanenti, l’esofagite rappresenta una vera e propria infiammazione della parete esofagea che richiede attenzione medica.

In questo articolo scoprirai quali sono i sintomi più comuni e quelli atipici dell’esofagite da reflusso, quando è necessario consultare un medico e come affrontare questa condizione per recuperare il benessere.

Che differenza c’è tra reflusso e esofagite?

È importante chiarire la distinzione tra reflusso gastroesofageo ed esofagite da reflusso, termini spesso usati in modo intercambiabile ma che indicano condizioni diverse.

Il reflusso gastroesofageo è il passaggio del contenuto dello stomaco nell’esofago, un fenomeno che può verificarsi occasionalmente in persone sane, soprattutto dopo pasti abbondanti. Quando questo reflusso diventa frequente e persistente, si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).

L’esofagite da reflusso, invece, rappresenta lo stadio successivo: è l’infiammazione vera e propria della mucosa esofagea causata dall’esposizione ripetuta agli acidi gastrici. In questo caso, l’esame endoscopico rivela lesioni visibili della parete esofagea, come erosioni, ulcere o cambiamenti del tessuto. Non tutti i pazienti con reflusso sviluppano esofagite, ma chi soffre di esofagite ha sicuramente un problema di reflusso sottostante.

Quali sono i sintomi di un’esofagite da reflusso?

I sintomi dell’esofagite da reflusso possono variare per intensità e manifestazione da persona a persona. Riconoscerli è il primo passo per una diagnosi corretta e un trattamento efficace.

Sintomi comuni

I sintomi tipici dell’esofagite da reflusso sono quelli che coinvolgono direttamente l’apparato digerente superiore.

Sintomo Descrizione
Bruciore stomaco (pirosi) Sensazione di bruciore che sale dallo stomaco verso il petto e talvolta fino alla gola. Peggiora dopo i pasti, in posizione sdraiata o quando ci si piega in avanti
Rigurgito acido Risalita di materiale acido o cibo parzialmente digerito in bocca, spesso accompagnata da un sapore amaro o acido
Difficoltà nella deglutizione (disfagia) Sensazione che il cibo si blocchi o passi con difficoltà attraverso l’esofago, causata dall’infiammazione e dal restringimento del lume esofageo
Dolore toracico Dolore che può essere confuso con problemi cardiaci, ma nell’esofagite è legato all’infiammazione della mucosa esofagea
Nausea Sensazione di malessere gastrico che può accompagnare gli episodi di reflusso più intensi

Sintomi atipici

L’esofagite da reflusso può manifestarsi anche con sintomi meno evidenti, che non coinvolgono direttamente l’esofago e che per questo possono rendere più difficile la diagnosi.

Sintomo Descrizione
Tosse cronica Tosse persistente, soprattutto notturna, causata dall’irritazione delle vie aeree superiori da parte dei succhi gastrici
Raucedine e alterazioni della voce L’acido che risale può irritare la laringe, provocando cambiamenti nel timbro vocale, soprattutto al mattino
Mal di gola ricorrente Irritazione persistente della gola che non risponde ai trattamenti tradizionali per le infezioni
Asma o peggioramento dell’asma esistente Il reflusso può scatenare o aggravare i sintomi dell’asma attraverso meccanismi di irritazione bronchiale
Erosione dello smalto dentale L’esposizione ripetuta all’acido può danneggiare i denti, soprattutto quelli posteriori, favorendo anche l’insorgenza di carie
Sensazione di corpo estraneo in gola Percezione di avere qualcosa bloccato in gola (globo faringeo) senza che vi sia realmente un’ostruzione

Quando rivolgersi al medico

Non tutti gli episodi di reflusso richiedono un intervento medico immediato, ma esistono situazioni in cui è fondamentale consultare uno specialista.

Dovresti rivolgerti al medico se:

  • I sintomi si presentano più di due volte a settimana in modo persistente
  • Il bruciore non migliora con i farmaci da banco dopo due settimane di utilizzo
  • Hai difficoltà a deglutire o provi dolore durante la deglutizione
  • Noti una perdita peso involontaria
  • Presenti vomito persistente o con tracce di sangue
  • Hai feci scure o catramose, segno di possibile sanguinamento digestivo
  • Il dolore toracico è intenso e si accompagna a sudorazione, mancanza di respiro o dolore che si irradia al braccio (in questo caso, recati immediatamente al pronto soccorso per escludere problemi cardiaci come l’angina pectoris)

Una diagnosi precoce permette di prevenire complicanze come stenosi esofagee, ulcere, esofago di Barrett (una condizione precancerosa) o, nei casi più rari, tumori esofagei. La stenosi rappresenta un restringimento del lume esofageo che può richiedere interventi specifici.

Come si cura l’esofagite da reflusso?

Il trattamento dell’esofagite da reflusso si basa su un approccio multimodale che combina modifiche dello stile di vita, terapia farmacologica e, in casi selezionati, interventi chirurgici.

Modifiche dello stile di vita: rappresentano il primo passo fondamentale. Includono la perdita di peso se necessario, evitare pasti abbondanti soprattutto serali, eliminare o ridurre cibi trigger (cioccolato, caffè, alcolici, cibi grassi, agrumi, pomodori, menta), smettere di fumare, elevare la testata del letto di 15-20 cm e non sdraiarsi nelle tre ore successive ai pasti.

Terapia farmacologica: i farmaci più utilizzati sono gli inibitori della pompa protonica (IPP), che riducono significativamente la produzione di acido gastrico, permettendo alla mucosa esofagea di guarire. Altri farmaci includono gli antagonisti dei recettori H2 e gli antiacidi per il sollievo sintomatico rapido. I procinetici possono essere prescritti per migliorare lo svuotamento gastrico.

Intervento chirurgico: nei casi resistenti alla terapia medica o quando il paziente non desidera assumere farmaci a lungo termine, può essere considerata la fundoplicatio, un intervento che rinforza la barriera tra esofago e stomaco.

Quanto tempo ci vuole per guarire da esofagite da reflusso?

I tempi di guarigione dell’esofagite da reflusso variano in base alla gravità dell’infiammazione e alla risposta individuale al trattamento.

Nelle forme lievi, con una terapia adeguata con inibitori della pompa protonica e modifiche dello stile di vita, i sintomi possono migliorare significativamente entro 1-2 settimane, mentre la guarigione completa della mucosa esofagea richiede generalmente 4-8 settimane.

Le esofagiti moderate-gravi necessitano di trattamenti più prolungati, solitamente 8-12 settimane o più, con dosaggi farmacologici eventualmente maggiori. In alcuni casi, può essere necessaria una terapia di mantenimento a lungo termine per prevenire recidive.

È importante sottolineare che la guarigione non dipende solo dai farmaci: l’aderenza alle modifiche dello stile di vita è determinante per il successo terapeutico e per prevenire nuovi episodi. Il follow-up medico permette di monitorare l’evoluzione e adattare la terapia alle esigenze individuali, garantendo i migliori risultati possibili.