Skip to content

Degenerazione maculare senile: sintomi, cause e cure

La degenerazione maculare senile è una condizione progressiva che colpisce la parte centrale della retina, responsabile della visione nitida necessaria per leggere, riconoscere i volti e svolgere attività quotidiane. Rappresenta la principale causa di perdita grave della vista negli over 55 nei paesi industrializzati. Comprendere le caratteristiche, i sintomi e le opzioni terapeutiche disponibili è fondamentale per gestire efficacemente questa patologia.

Questo articolo affronta le forme della malattia, i segnali d’allarme, i fattori che aumentano il rischio di svilupparla e le strategie di trattamento attualmente disponibili.

Che cos’è la degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile, abbreviata in DMS, è una malattia oculare degenerativa che danneggia la macula, ovvero l’area centrale della retina deputata alla visione dettagliata. Quando questa zona si deteriora, la capacità di vedere i dettagli fini viene progressivamente compromessa, mentre la visione periferica generalmente rimane intatta.

La maculopatia senile si manifesta tipicamente dopo i 50-55 anni e la sua incidenza aumenta significativamente con l’avanzare dell’età. Non provoca cecità completa, ma può limitare gravemente l’autonomia nelle attività che richiedono precisione visiva.

Le due forme principali: secca e umida

Esistono due tipologie di degenerazione maculare senile, che differiscono per meccanismo patologico, velocità di progressione e opzioni terapeutiche.

FormaPrevalenzaCaratteristicheProgressioneTrattamento
Secca o atrofica85-90% dei casiPresenza di drusen (depositi giallastri) che causano assottigliamento e atrofia del tessuto maculareLenta e graduale (mesi o anni)Integrazione alimentare con antiossidanti (vitamina C, E, zinco, luteina, zeaxantina)
Umida o essudativaMeno comune ma più aggressivaNeovascolarizzazione coroideale: formazione di vasi sanguigni anomali fragili che trasudano liquidi o sanguinanoRapidaIniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF (ranibizumab, aflibercept, bevacizumab)

La forma secca può evolvere in forma umida in una percentuale di casi, rendendo importante il monitoraggio costante.

Quali sono i primi sintomi della maculopatia

Nelle fasi iniziali, la degenerazione maculare senile può essere asintomatica, specialmente quando colpisce un solo occhio. Il cervello compensa utilizzando l’occhio sano, mascherando il problema. Con la progressione della malattia, compaiono segnali caratteristici.

Il sintomo più comune è la riduzione della visione centrale. Le persone notano difficoltà crescenti nella lettura, nell’infilare un ago, nel riconoscere i volti o nel distinguere i dettagli fini. Le parole stampate possono apparire sfocate o scomparire parzialmente.

Le metamorfopsie rappresentano un sintomo allarmante, soprattutto nella forma umida. Si manifestano come distorsioni visive in cui le linee dritte appaiono ondulate, curve o spezzate. Un test semplice da fare a casa è la griglia di Amsler: se le linee della griglia risultano distorte, è necessaria una valutazione oculistica urgente.

Può comparire uno scotoma centrale, ovvero un’area scura o offuscata al centro del campo visivo. Questo “buco” nella visione rende impossibile vedere chiaramente ciò che si guarda direttamente. Altri sintomi includono una ridotta percezione dei contrasti e difficoltà nell’adattamento ai cambiamenti di luminosità.

La comparsa improvvisa di metamorfopsie o di un rapido peggioramento della vista centrale richiede una valutazione presso un oculista immediata, poiché potrebbe indicare l’insorgenza della forma umida.

Quali sono le cause della degenerazione maculare senile

Le cause precise della degenerazione maculare senile non sono completamente chiarite, ma si riconducono a una combinazione di processi degenerativi legati all’invecchiamento e alterazioni del metabolismo retinico.

Alla base della patologia c’è un deterioramento dell’epitelio pigmentato retinico, lo strato di cellule che sostiene e nutre i fotorecettori della macula. Quando questo strato non funziona correttamente, si accumulano prodotti di scarto metabolico che formano i drusen. L’accumulo di questi depositi interferisce con il normale metabolismo retinico, causando sofferenza cellulare.

Nella forma secca, il processo degenerativo porta a una progressiva atrofia del tessuto maculare. Nella forma umida, l’organismo tenta di compensare la ridotta ossigenazione producendo nuovi vasi sanguigni (neovascolarizzazione). Questi vasi anomali, però, sono difettosi e causano ulteriori danni attraverso essudazione ed emorragie.

Anche i cambiamenti nella circolazione della coroide, il tessuto vascolare che irrora la retina, e l’accumulo di lipidi contribuiscono al processo degenerativo.

Fattori di rischio

Diversi fattori aumentano la probabilità di sviluppare la maculopatia senile. L’età è il principale: il rischio cresce esponenzialmente dopo i 55 anni. La familiarità gioca un ruolo significativo, con una componente genetica documentata che triplica il rischio in presenza di parenti di primo grado affetti.

Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio modificabile ben documentato: i fumatori hanno un rischio doppio o triplo rispetto ai non fumatori. L’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari aumentano la vulnerabilità, probabilmente a causa dei danni vascolari.

Altri fattori includono l’obesità, una dieta ricca di grassi saturi e povera di antiossidanti, l’eccessiva esposizione alla luce solare nel corso della vita, il sesso femminile (le donne sono leggermente più colpite) e l’appartenenza alla razza caucasica. Anche gli occhi con iride chiara sembrano essere più suscettibili.

Diagnosi della DMS

La diagnosi si basa su una visita oculistica completa con esame del fondo oculare. L’oculista valuta la presenza di drusen, alterazioni dell’epitelio pigmentato o segni di neovascolarizzazione.

Gli esami strumentali confermano e caratterizzano la patologia. L’OCT (tomografia ottica computerizzata) è un esame non invasivo che fornisce immagini dettagliate degli strati retinici, permettendo di identificare ispessimenti, accumuli di liquido o atrofia. La fluorangiografia retinica utilizza un colorante iniettato per via endovenosa per visualizzare i vasi retinici e identificare eventuali membrane neovascolari.

Come si cura la degenerazione maculare senile

Il trattamento varia in base alla forma e allo stadio della malattia.

Per la forma secca, non esistono attualmente terapie risolutive. L’approccio si concentra sul rallentamento della progressione attraverso l’integrazione alimentare. Studi clinici hanno dimostrato che supplementi contenenti antiossidanti (vitamina C, vitamina E, zinco, luteina e zeaxantina) possono ridurre il rischio di progressione verso forme avanzate in pazienti con DMS intermedia o avanzata in un occhio.

Per la forma umida, il trattamento standard prevede iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF. Questi farmaci (come ranibizumab, aflibercept o bevacizumab) bloccano il fattore di crescita vascolare endoteliale, riducendo la formazione di nuovi vasi anomali e l’essudazione. Le iniezioni si eseguono in ambiente sterile, in anestesia locale con collirio, e sono generalmente ben tollerate. Il protocollo terapeutico prevede inizialmente iniezioni mensili, seguite da un regime di mantenimento personalizzato.

In alcuni casi selezionati, può essere considerata la terapia fotodinamica o il laser, sebbene gli anti-VEGF siano diventati il trattamento di prima linea.

Prevenzione e stile di vita

La prevenzione si concentra sul controllo dei fattori di rischio modificabili. Smettere di fumare, controllare la pressione arteriosa, mantenere un peso salutare e seguire una dieta ricca di verdure a foglia verde, pesce con omega-3, frutta e antiossidanti può ridurre il rischio. Il supporto di un nutrizionista può essere utile per impostare un’alimentazione protettiva per la salute oculare.

Proteggere gli occhi dall’esposizione solare intensa con occhiali dotati di filtri UV è una misura preventiva semplice ed efficace. Controlli presso la sezione di oculistica regolari dopo i 50 anni permettono una diagnosi precoce, fondamentale per preservare la visione il più a lungo possibile.