La rinite allergica, cosa lo distingue dal raffreddore
Naso che cola, starnuti frequenti, congestione nasale: sintomi che tutti conosciamo e spesso attribuiamo a un semplice raffreddore potrebbero essere in realtà una rinite allergica. Si tratta di una condizione molto diffusa che colpisce circa il 20-30% della popolazione italiana, ma che spesso viene sottovalutata o confusa con altre patologie respiratorie.
La rinite allergica è un’infiammazione della mucosa nasale scatenata da una reazione eccessiva del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue presenti nell’ambiente, chiamate allergeni. A differenza del raffreddore comune, causato da virus e destinato a risolversi spontaneamente in pochi giorni, la rinite allergica può persistere per settimane o mesi, compromettendo significativamente la qualità della vita di chi ne soffre.
Come distinguere la rinite allergica dal raffreddore
La distinzione tra rinite allergica e raffreddore comune non è sempre immediata, ma alcuni elementi possono aiutarci a identificare correttamente la condizione. Il raffreddore è causato da infezioni virali, si manifesta generalmente con febbre o febbricola, mal di gola e dolori muscolari, e tende a risolversi nell’arco di 7-10 giorni. La rinite allergica, invece, non provoca febbre, si presenta con sintomi che possono durare settimane o mesi, e spesso si accompagna a prurito intenso al naso, agli occhi e alla gola.
Un altro elemento distintivo importante è la stagionalità: la rinite allergica stagionale (nota anche come “febbre da fieno”) compare in periodi specifici dell’anno, in corrispondenza della fioritura di determinate piante. Esiste però anche una forma perenne, che si manifesta tutto l’anno in risposta ad allergeni domestici come acari della polvere, muffe o pelo di animali.
Sintomi della rinite allergica
I sintomi della rinite allergica sono caratteristici e tendono a presentarsi rapidamente dopo l’esposizione all’allergene. I più comuni includono:
- Starnuti ripetuti: spesso a salve, particolarmente intensi al mattino o dopo l’esposizione all’allergene
- Rinorrea: secrezione nasale abbondante, tipicamente chiara e acquosa
- Congestione nasale: sensazione di naso chiuso che può rendere difficoltosa la respirazione
- Prurito: coinvolge naso, occhi, gola e palato, ed è uno dei sintomi più caratteristici
- Lacrimazione e arrossamento oculare: spesso accompagnati da gonfiore delle palpebre
- Riduzione dell’olfatto e del gusto: conseguenza della congestione nasale prolungata
Nei casi più severi, la rinite allergica può associarsi a mal di testa, senso di pressione facciale, disturbi del sonno e affaticamento cronico. Questi sintomi secondari derivano dall’infiammazione persistente e dalla difficoltà respiratoria notturna, che compromettono il riposo e le normali attività quotidiane.
Perché viene la rinite?
La rinite allergica si sviluppa quando il sistema immunitario identifica erroneamente sostanze innocue come minacce per l’organismo. Questo processo, chiamato sensibilizzazione allergica, porta alla produzione di anticorpi specifici (IgE) che, al successivo contatto con l’allergene, scatenano il rilascio di istamina e altre sostanze infiammatorie responsabili dei sintomi.
Esiste una componente genetica significativa: chi ha familiari con allergie, asma o dermatite atopica ha maggiori probabilità di sviluppare rinite allergica. Tuttavia, anche fattori ambientali giocano un ruolo importante: l’esposizione precoce a fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico e alcuni allergeni può aumentare il rischio di sensibilizzazione.
Cause e allergeni più comuni
Gli allergeni responsabili della rinite allergica variano a seconda che la forma sia stagionale o perenne:
Rinite allergica stagionale:
- Pollini di graminacee (primavera-estate)
- Pollini di parietaria (primavera-autunno)
- Pollini di betulla, nocciolo, carpino (fine inverno-primavera)
- Pollini di ambrosia (fine estate-autunno)
Rinite allergica perenne:
- Acari della polvere domestica
- Muffe e spore fungine
- Forfora e pelo di animali domestici (cani, gatti, roditori)
- Scarafaggi e loro deiezioni
L’intensità dei sintomi può variare in base alla concentrazione di allergeni nell’ambiente e alle condizioni meteorologiche. Ad esempio, le giornate ventose e secche tendono ad aumentare la diffusione dei pollini, mentre la pioggia li abbatte temporaneamente.
Quanto dura un attacco di rinite allergica?
La durata di un episodio di rinite allergica dipende principalmente dal tipo di esposizione all’allergene. Un singolo contatto breve può provocare sintomi che si risolvono nell’arco di poche ore, una volta allontanata la fonte allergenica. Tuttavia, quando l’esposizione è continua o ripetuta, come accade durante la stagione pollinica o in ambienti domestici ricchi di acari, i sintomi possono persistere per settimane o addirittura mesi.
Nella rinite allergica stagionale, i sintomi tendono a manifestarsi per tutta la durata del periodo di impollinazione della pianta responsabile, che può variare da 4 a 12 settimane. Nella forma perenne, invece, i sintomi possono essere presenti tutto l’anno, con possibili fluttuazioni di intensità.
Cosa peggiora la rinite?
Diversi fattori possono aggravare i sintomi della rinite allergica, anche in persone già in trattamento:
- Inquinamento atmosferico: smog, polveri sottili e sostanze irritanti amplificano l’infiammazione delle vie respiratorie
- Fumo di sigaretta: sia attivo che passivo, irrita la mucosa nasale e aumenta la reattività agli allergeni
- Sbalzi di temperatura: il passaggio da ambienti caldi a freddi può scatenare sintomi
- Umidità eccessiva: favorisce la proliferazione di acari e muffe
- Stress: può influenzare negativamente la risposta immunitaria
- Alcuni alimenti: in caso di allergie crociate (ad esempio, chi è allergico alla betulla può reagire a mele, pere, nocciole)
Anche l’uso eccessivo di decongestionanti nasali spray può paradossalmente peggiorare la congestione, causando una condizione nota come rinite medicamentosa.
Come si fa a curare la rinite allergica?
Il trattamento della rinite allergica si basa su un approccio multimodale che combina prevenzione, terapia farmacologica e, in casi selezionati, immunoterapia specifica.
Misure preventive
La prima strategia consiste nell’evitare o ridurre l’esposizione agli allergeni. Per i pollini: consultare i calendari pollinici, limitare le attività all’aperto nelle ore di maggiore concentrazione (mattino presto e tardo pomeriggio), tenere chiuse le finestre, utilizzare filtri antipolline in auto. Per gli acari: usare coprimaterassi e copricuscini antiacaro.
Terapia farmacologica
I farmaci rappresentano il cardine del trattamento sintomatico. Gli antistaminici orali o in spray nasale sono efficaci contro starnuti, prurito e rinorrea. I corticosteroidi nasali sono considerati i farmaci più efficaci per controllare l’infiammazione e la congestione nasale. I decongestionanti possono offrire un sollievo rapido, ma vanno utilizzati solo per brevi periodi. In alcuni casi possono essere indicati anche gli antileucotrienici o i lavaggi nasali con soluzione salina.
Immunoterapia specifica
Nei casi in cui i sintomi non siano adeguatamente controllati dai farmaci o quando si desidera un trattamento a lungo termine, può essere indicata l’immunoterapia allergene-specifica (AIT). Questo trattamento, disponibile in forma sottocutanea (iniezioni) o sublinguale (gocce o compresse), agisce sulla causa della malattia, “rieducando” il sistema immunitario a tollerare l’allergene. L’immunoterapia richiede un trattamento prolungato (3-5 anni), ma può modificare il decorso della malattia e ridurre il rischio di sviluppare asma.Riprova