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Vertigini e giramenti di testa: distinguere le cause e cosa fare

Le vertigini rappresentano un disturbo molto comune che colpisce persone di tutte le età, caratterizzato dalla sensazione che l’ambiente circostante o il proprio corpo stiano ruotando. Questo sintomo può essere accompagnato da nausea, instabilità e difficoltà nell’equilibrio, compromettendo significativamente le attività quotidiane.

Cosa sono le vertigini

Le vertigini consistono in una percezione errata del movimento, caratterizzata dalla sensazione che l’ambiente ruoti intorno alla persona o che la persona stessa stia ruotando rispetto all’ambiente. Questa percezione illusoria del movimento è dovuta a un malfunzionamento del sistema dell’equilibrio.

Il sistema dell’equilibrio è complesso e coinvolge tre componenti principali: l’orecchio interno con i suoi organi vestibolari, il sistema visivo e i recettori propriocettivi situati in muscoli, articolazioni e legamenti. Quando queste tre componenti inviano informazioni contrastanti al cervello, si genera la sensazione vertiginosa.

L’orecchio interno contiene le strutture vestibolari responsabili della percezione dell’equilibrio: i canali semicircolari, che rilevano i movimenti rotatori, e gli organi otolitici, che percepiscono i movimenti lineari e la posizione della testa rispetto alla gravità.

È importante distinguere le vere vertigini da altri disturbi come i giramenti di testa, lo svenimento imminente o l’instabilità, poiché hanno cause e trattamenti diversi. Disturbi dell’orecchio come l’otite possono talvolta accompagnarsi a vertigini.

Cause principali delle vertigini

Le cause delle vertigini possono essere classificate in periferiche e centrali, a seconda che originino dall’orecchio interno o dal sistema nervoso centrale. Le vertigini periferiche rappresentano circa il 90% dei casi e sono generalmente meno gravi.

La vertigine parossistica posizionale benigna costituisce la causa più frequente, caratterizzata da episodi brevi e intensi scatenati da specifici movimenti della testa. Questa condizione è causata dallo spostamento di piccoli cristalli di calcio all’interno dei canali semicircolari.

La labirintite e la neurite vestibolare sono infezioni o infiammazioni dell’orecchio interno che causano vertigini intense, spesso accompagnate da nausea, vomito e perdita dell’udito nel caso della labirintite.

La malattia di Ménière è caratterizzata da episodi ricorrenti di vertigini intense associate a perdita dell’udito fluttuante, acufene e sensazione di pienezza nell’orecchio. Gli episodi possono durare da minuti a ore.

Le vertigini centrali originano da problemi del sistema nervoso centrale, come ictus, tumori cerebrali, sclerosi multipla o emicrania vestibolare, e richiedono sempre una valutazione neurologica approfondita.

Sintomi associati alle vertigini

I sintomi che accompagnano le vertigini forniscono informazioni preziose per identificarne la causa. La nausea e il vomito sono frequentemente associati alle vertigini intense, particolarmente nelle forme acute come la labirintite.

L’instabilità e la difficoltà nel mantenere l’equilibrio sono comuni, con tendenza a cadere verso un lato specifico. Questo sintomo può persistere anche dopo la risoluzione della sensazione vertiginosa vera e propria.

I disturbi dell’udito come perdita uditiva, acufene o sensazione di orecchio tappato possono accompagnare le vertigini di origine periferica, suggerendo un coinvolgimento dell’orecchio interno.

I sintomi neurologici come mal di testa intenso, disturbi visivi, difficoltà nel linguaggio o debolezza muscolare possono indicare vertigini di origine centrale e richiedono valutazione urgente. In alcuni casi, possono presentarsi anche disturbi della comunicazione come afasia o balbuzie.

La sudorazione e la pallore sono spesso presenti durante gli episodi acuti, mentre alcuni pazienti riferiscono palpitazioni cardiache o senso di angoscia.

Differenze tra vertigini centrali e periferiche

Distinguere le vertigini periferiche da quelle centrali è fondamentale per orientare la diagnosi e il trattamento. Le vertigini periferiche hanno generalmente un esordio improvviso, sono molto intense ma tendono a migliorare nel tempo.

Le vertigini periferiche sono spesso scatenate da movimenti specifici della testa, si associano frequentemente a nausea e vomito intensi, e possono accompagnarsi a perdita dell’udito o acufene. Il nistagmo, quando presente, ha caratteristiche specifiche.

Le vertigini centrali tendono ad avere un esordio più graduale, sono spesso meno intense ma più persistenti nel tempo. Si associano raramente a sintomi uditivi ma possono accompagnarsi a sintomi neurologici come diplopia, disartria o atassia.

CARATTERISTICHE PERIFERICHE CENTRALI
Esordio Improvviso Graduale
Intensità Molto intensa Moderata
Durata episodi Brevi Persistenti
Sintomi uditivi Presenti Assenti
Nausea/vomito Intensi Lievi
Trigger scatenanti Movimenti specifici della testa Non correlati a movimenti
Sintomi associati Perdita udito, acufene Diplopia, disartria, atassia

La durata degli episodi può essere indicativa: le vertigini periferiche spesso si presentano in episodi acuti che tendono a risolversi, mentre quelle centrali possono essere più continue e progressive.

Come eliminare le vertigini

Il trattamento delle vertigini dipende strettamente dalla causa sottostante. Per la vertigine parossistica posizionale benigna, le manovre liberatorie come quella di Epley rappresentano il trattamento di scelta e sono spesso risolutive.

Gli esercizi di riabilitazione vestibolare costituiscono un approccio terapeutico efficace per molte forme di vertigine. Questi esercizi mirano a promuovere la compensazione centrale e ridurre la sensibilità del sistema vestibolare.

I farmaci antivertiginosi come la betaistina possono essere utili in alcuni tipi di vertigine, particolarmente nella malattia di Ménière. Tuttavia, questi farmaci devono essere utilizzati sotto controllo medico e per periodi limitati.

I sedativi vestibolari come la proclorperazina possono fornire sollievo sintomatico durante gli episodi acuti, ma il loro uso prolungato può ritardare la compensazione vestibolare naturale.

Quando preoccuparsi per le vertigini

Esistono situazioni in cui le vertigini richiedono valutazione medica urgente. La comparsa improvvisa di vertigini intense associate a cefalea grave, vomito incoercibile, febbre alta o alterazioni della coscienza può indicare patologie gravi.

Le vertigini che si associano a sintomi neurologici come diplopia, difficoltà nel linguaggio, debolezza muscolare o perdita di coordinazione possono suggerire problemi del sistema nervoso centrale.

Negli anziani, le vertigini che aumentano il rischio di cadute devono essere valutate attentamente, poiché le cadute in questa popolazione possono avere conseguenze gravi.

La persistenza di vertigini per più di qualche giorno senza miglioramento o il peggioramento progressivo dei sintomi richiede sempre consulenza medica specialistica.

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Farmaci che possono causare vertigini

Numerosi farmaci possono causare vertigini come effetto collaterale, rendendo importante la revisione della terapia farmacologica in corso. Gli antipertensivi, specialmente quelli che causano ipotensione ortostatica, possono determinare giramenti di testa.

Gli antibiotici aminoglicosidici possono avere effetti tossici sull’orecchio interno, causando vertigini e perdita dell’udito. Questo effetto è dose-dipendente e può essere permanente.

I diuretici possono causare disidratazione e alterazioni elettrolitiche che si manifestano con vertigini e instabilità. L’effetto è spesso correlato al dosaggio e migliora con l’aggiustamento della terapia.

Gli anticonvulsivanti, alcuni antidepressivi e i sedativi possono interferire con il sistema nervoso centrale causando vertigini, particolarmente nelle fasi iniziali del trattamento.

Esercizi di riabilitazione vestibolare

Gli esercizi vestibolari rappresentano un approccio terapeutico non farmacologico efficace per molte forme di vertigine. Questi esercizi sono progettati per promuovere l’adattamento del sistema nervoso centrale alle alterazioni vestibolari.

Gli esercizi di adattamento prevedono movimenti ripetuti della testa e degli occhi per stimolare il sistema vestibolare e promuovere la compensazione centrale. Inizialmente questi esercizi possono provocare vertigini, ma con la pratica costante i sintomi tendono a diminuire.

Gli esercizi di sostituzione insegnano al paziente a utilizzare maggiormente la vista e la propriocezione per compensare la perdita della funzione vestibolare. Questi includono esercizi di fissazione dello sguardo e movimenti coordinati.

Gli esercizi di equilibrio migliorano la stabilità posturale e riducono il rischio di cadute. Progrediscono gradualmente da esercizi semplici su superficie stabile a compiti più complessi su superfici instabili.

TIPO ESERCIZIO OBIETTIVO FREQUENZA DURATA
Esercizi di adattamento Stimolare compensazione centrale attraverso movimenti ripetuti testa-occhi 3-4 volte al giorno 5-10 minuti per sessione
Esercizi di sostituzione Compensare funzione vestibolare con vista e propriocezione 2-3 volte al giorno 10-15 minuti per sessione
Esercizi di equilibrio Migliorare stabilità posturale e ridurre rischio cadute 2 volte al giorno 15-20 minuti per sessione
Esercizi abituation Ridurre sensibilità ai movimenti scatenanti 3-5 volte al giorno 2-5 minuti per movimento

Vertigini e disturbi correlati

Le vertigini possono associarsi a diverse condizioni mediche che ne complicano il quadro clinico. Disturbi della deglutizione come la disfagia possono presentarsi insieme alle vertigini in alcune patologie neurologiche.

La raucedine può accompagnare le vertigini quando sono coinvolti i nervi cranici, particolarmente in caso di lesioni del sistema nervoso centrale.

Alcuni pazienti possono presentare anche problemi dermatologici come dermatite in associazione a vertigini, specialmente quando la causa è di natura autoimmune o allergica.

Diagnosi e valutazione specialistica

La diagnosi delle vertigini richiede un approccio sistematico che inizia con un’anamnesi dettagliata. Il medico indaga le caratteristiche degli episodi, i fattori scatenanti, la durata e i sintomi associati.

L’esame vestibolare include test specifici per valutare la funzione dell’orecchio interno, come il test di Dix-Hallpike per la vertigine posizionale o il test del nistagmo spontaneo.

L’audiometria valuta la funzione uditiva e può identificare perdite dell’udito associate a patologie dell’orecchio interno. Questo esame è particolarmente importante quando si sospetta una malattia di Ménière.

Le analisi sangue possono essere utili per escludere cause sistemiche di vertigini, come anemia, alterazioni elettrolitiche o disfunzioni tiroidee.

Esami più specialistici come la videonistagmografia o la risonanza magnetica possono essere necessari per escludere cause centrali o per valutazioni più approfondite del sistema vestibolare.