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Dolore al polso: cause, rimedi e quando preoccuparsi

Il dolore al polso è un disturbo frequente che può colpire persone di ogni età, dai giovani sportivi a chi lavora molte ore al computer, fino agli anziani con problematiche articolari degenerative. Si tratta di un sintomo che non va sottovalutato: quando il polso fa male, anche i gesti più semplici come aprire una bottiglia, scrivere o sollevare una borsa possono diventare difficili e dolorosi.

Le cause del dolore al polso sono molteplici e spaziano dai traumi acuti alle condizioni croniche come tendiniti e artrosi. Comprendere l’origine del problema è fondamentale per scegliere il trattamento più appropriato ed evitare che il disturbo si cronicizzi. In questo articolo vedremo le cause principali del dolore al polso, i rimedi più efficaci e quando è necessario rivolgersi a un medico specialista.

Quando fa male il polso cosa può essere?

Il dolore al polso può derivare da diverse condizioni, sia traumatiche che degenerative. Tra le cause più comuni troviamo:

Traumi diretti: cadute sulla mano, colpi o torsioni improvvise possono causare fratture, distorsioni o contusioni. Anche microtraumi ripetuti nel tempo, tipici di alcune attività lavorative o sportive, possono provocare dolore cronico.

Tendiniti: l’infiammazione dei tendini che attraversano il polso è una delle cause più frequenti di dolore. Si manifesta soprattutto in chi esegue movimenti ripetitivi, come chi usa il mouse per molte ore al giorno o suona uno strumento musicale.

Sindrome del tunnel carpale: la compressione del nervo mediano all’interno del canale carpale provoca dolore, formicolio e intorpidimento che dal polso si irradia verso le prime tre dita della mano. Peggiora spesso durante la notte.

Artrosi del polso: il deterioramento della cartilagine articolare causa dolore che tende ad aumentare con il movimento e può portare a rigidità progressiva dell’articolazione.

Rizoartrosi: l’artrosi alla base del pollice può estendersi al polso quando è in fase avanzata, causando dolore durante i movimenti di presa e torsione.

Cisti tendinee: sono rigonfiamenti pieni di liquido che compaiono sul dorso o sul palmo del polso e possono comprimere strutture nervose o limitare i movimenti.

Artrite reumatoide: questa patologia autoimmune colpisce spesso i polsi in modo simmetrico, provocando gonfiore, rigidità mattutina e dolore persistente.

Come capire se è tendinite al polso?

La tendinite al polso presenta caratteristiche piuttosto specifiche che aiutano a riconoscerla. Il dolore è generalmente localizzato lungo il decorso del tendine infiammato e aumenta quando si eseguono i movimenti che coinvolgono quel tendine specifico.

I segnali tipici della tendinite includono:

  • Dolore che peggiora con l’uso del polso e migliora con il riposo
  • Gonfiore localizzato lungo il tendine
  • Sensazione di rigidità, soprattutto al mattino
  • Dolore alla palpazione diretta del tendine
  • Possibile sensazione di scricchiolio durante il movimento

Nel caso del morbo di De Quervain, una forma specifica di tendinite che coinvolge i tendini del pollice, il dolore si concentra sul lato del polso vicino al pollice e aumenta quando si afferra qualcosa o si torce il polso. Un test semplice consiste nel chiudere il pollice nel pugno e piegare il polso verso il mignolo: se questo movimento provoca dolore intenso sul lato del pollice, può indicare la presenza di questa tendinite.

Cause principali del dolore al polso: dalla tendinite all’artrosi

Distinguere tra tendinite e artrosi è importante perché richiedono approcci terapeutici diversi. La tendinite è un’infiammazione dei tendini, strutture fibrose che collegano i muscoli alle ossa. È spesso legata a sovraccarico funzionale e colpisce prevalentemente chi esegue attività ripetitive o movimenti scorretti.

L’artrosi del polso, invece, è una condizione degenerativa che coinvolge la cartilagine articolare. Si sviluppa più gradualmente e tende a peggiorare nel tempo. A differenza della tendinite, il dolore artrosico può manifestarsi anche a riposo, soprattutto quando il clima è umido, ed è accompagnato da rigidità articolare che migliora con il movimento iniziale.

Altre cause da considerare includono lesioni legamentose, che possono verificarsi in seguito a traumi distorsivi, e problematiche nervose come le neuropatie compressive che provocano non solo dolore ma anche alterazioni della sensibilità.

Rimedi e approcci per il dolore al polso

I rimedi per il dolore al polso variano in base alla causa sottostante. In caso di dolore acuto da trauma, è fondamentale applicare immediatamente ghiaccio sulla zona interessata per 15-20 minuti ogni 2-3 ore e mettere il polso a riposo, possibilmente immobilizzandolo con un tutore o una fasciatura.

Per le tendiniti, oltre al riposo funzionale, possono essere utili:

  • Applicazione di ghiaccio nelle fasi acute
  • Utilizzo di tutori durante le attività che sollecitano il polso
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei, da utilizzare sotto controllo medico
  • Fisioterapia e terapie fisiche come laser, ultrasuoni o onde d’urto
  • Esercizi di stretching e rinforzo muscolare progressivo

Come sfiammare il nervo del polso?

Quando il dolore è causato da compressione nervosa, come nella sindrome del tunnel carpale, l’obiettivo è ridurre la pressione sul nervo e l’infiammazione circostante. Le strategie più efficaci includono:

  • Riposo dalle attività che peggiorano i sintomi
  • Utilizzo di un tutore rigido da indossare durante la notte, che mantiene il polso in posizione neutra
  • Applicazione di ghiaccio per ridurre il gonfiore
  • Esercizi di scorrimento nervoso (nerve gliding) sotto guida fisioterapica
  • Terapia farmacologica antinfiammatoria
  • Nei casi più resistenti, infiltrazioni di cortisone o intervento chirurgico per decomprimere il nervo

Come togliere il dolore dal polso: strategie pratiche

Per gestire efficacemente il dolore al polso è importante combinare diverse strategie. Modificare le attività quotidiane che sollecitano eccessivamente il polso è spesso il primo passo: adattare l’ergonomia della postazione di lavoro, fare pause frequenti durante attività ripetitive, alternare le mani quando possibile.

L’applicazione alternata di caldo e freddo può dare sollievo: il ghiaccio riduce l’infiammazione acuta, mentre il calore favorisce il rilassamento muscolare nelle fasi croniche. Tuttavia, mai applicare calore nelle prime 48-72 ore da un trauma o in presenza di gonfiore importante.

Gli esercizi di mobilizzazione dolce e di rinforzo progressivo, eseguiti sotto supervisione di un fisioterapista, aiutano a mantenere la flessibilità del polso e a prevenire la rigidità.

Quando consultare un medico

È importante rivolgersi a un medico quando il dolore al polso:

  • Persiste per più di qualche giorno nonostante il riposo e i rimedi casalinghi
  • È molto intenso e impedisce l’uso normale della mano
  • Si accompagna a gonfiore importante, deformità visibile o impossibilità di movimento
  • Provoca formicolio persistente, intorpidimento o perdita di sensibilità nelle dita
  • Compare una cisti o un rigonfiamento che aumenta di dimensioni
  • È conseguente a un trauma significativo e si sospetta una frattura
  • Si manifesta insieme a febbre o segni di infezione

Una diagnosi precoce permette di impostare tempestivamente il trattamento più appropriato, evitando complicazioni e riducendo i tempi di recupero. Il medico valuterà la necessità di esami diagnostici come radiografie, ecografie o risonanza magnetica per identificare con precisione la causa del dolore e pianificare l’intervento terapeutico più adeguato.