Le verruche: cause, quando sono pericolose e come trattarle
Le verruche sono lesioni cutanee benigne causate dal papillomavirus umano (HPV). Si trasmettono per contatto diretto o attraverso superfici umide come i bordi piscina e gli spogliatoi, e nella maggior parte dei casi sono innocue, anche se fastidiose e contagiose. Ci sono però situazioni in cui una lesione creduta verruca va fatta vedere al dermatologo: quali siano è il punto centrale di questa guida.
Che cosa sono le verruche
Le verruche sono proliferazioni benigne dell’epidermide: il virus infetta i cheratinociti, le cellule dello strato più superficiale della pelle, e ne accelera la moltiplicazione, producendo il rilievo ruvido che si vede e si tocca. Non sono tumori, non degenerano e non invadono i tessuti profondi.
Un chiarimento va fatto subito, perché è la confusione più diffusa. Esistono oltre cento genotipi di papillomavirus e sono largamente diversi tra loro: alcuni hanno tropismo cutaneo e danno le verruche comuni di mani e piedi, altri hanno tropismo mucosale e sono quelli coinvolti nelle infezioni genitali. Avere una verruca sul dito non ha nulla a che vedere con l’HPV genitale, non comporta alcun rischio oncologico e non c’entra con lo screening del collo dell’utero.
L’infezione ha un’incubazione lunga e molto variabile, da poche settimane a diversi mesi: per questo è quasi sempre impossibile ricostruire dove e quando si è preso il virus.
Perché vengono le verruche
Perché il virus attecchisca servono due condizioni: il contatto e una via d’ingresso. Il contagio avviene per contatto diretto con la pelle di una persona infetta oppure, più spesso, per contatto indiretto con superfici umide contaminate: bordi piscina, docce comuni, spogliatoi di palestra, tappetini, pavimenti di saune e centri sportivi. L’umidità mantiene il virus vitale e ammorbidisce lo strato corneo.
La via d’ingresso sono i microtraumi e la macerazione della pelle: screpolature, piccoli tagli, pelle ammorbidita dall’acqua o dal sudore dentro una scarpa chiusa. Sono più esposti i bambini e gli adolescenti, la cui immunità verso questi virus non si è ancora costruita, e le persone con immunodepressione, in cui le verruche sono più numerose, più estese e più resistenti ai trattamenti.
Sullo stress conviene essere precisi, perché è una delle associazioni più cercate: lo stress non causa le verruche, che restano un’infezione virale. Può però contribuire ad abbassare temporaneamente l’efficienza della risposta immunitaria, e in quella finestra un’infezione già presente diventa clinicamente visibile o si diffonde più facilmente. È un fattore favorente, non una causa.
Le verruche sono contagiose?
Sì, sia verso altre persone sia verso sé stessi. Il meccanismo che moltiplica le lesioni sullo stesso soggetto si chiama autoinoculazione: grattare, tagliuzzare o limare una verruca sparge il virus sulla pelle circostante, ed è così che da una lesione se ne ottengono cinque. In casa il virus passa attraverso asciugamani, tappetini del bagno, ciabatte e strumenti per la manicure condivisi. In piscina e in palestra la misura più efficace resta la più semplice: non camminare mai a piedi nudi.
I tipi di verruche e come riconoscerle
L’aspetto cambia molto a seconda del genotipo virale e della sede. Questa tabella raccoglie le forme che si incontrano nella pratica.
| Tipo | Dove compare | Che aspetto ha | Fa male? | Contagiosità | Chi la tratta |
|---|---|---|---|---|---|
| Verruca volgare | Dorso delle mani, dita, ginocchia, gomiti | Rilievo duro, ruvido, a superficie irregolare, colore della pelle o grigiastro | No, salvo attrito | Alta | Dermatologo |
| Verruca plantare | Pianta del piede, punti di appoggio | Piatta o infossata, circondata da callosità, con puntini neri al centro | Sì, sotto carico | Alta, in ambienti umidi | Dermatologo |
| Verruca piana | Viso, dorso delle mani, gambe | Piccola, appena rilevata, superficie liscia, spesso numerose e raggruppate | No | Alta per autoinoculazione | Dermatologo |
| Verruca filiforme | Viso, palpebre, collo, labbra | Sottile e allungata, a dito di guanto, su base stretta | No | Media | Dermatologo |
| Verruca periungueale | Attorno e sotto le unghie | Ruvida e fissurata, può deformare la lamina ungueale | Spesso sì | Alta, favorita da onicofagia | Dermatologo |
| Condiloma | Area genitale e anale | Rilievi molli, singoli o a grappolo | Di norma no | Trasmissione sessuale | Ginecologo, urologo, dermatologo |
Verruche sui piedi (plantari)
Sono le più frequenti e le più fastidiose. Sulla pianta del piede il peso del corpo spinge la lesione verso l’interno invece di lasciarla crescere in rilievo: il risultato è una zona ispessita, giallastra, spesso scambiata per un callo, che duole quando si cammina. Al centro si vedono di frequente puntini neri, che non sono sporcizia ma capillari trombizzati, ed è il segno più utile per riconoscerla.
Se ne distinguono due forme: la mirmecia, singola, profonda e dolorosa, e la verruca a mosaico, formata da tante piccole lesioni confluenti su una placca più ampia, meno dolente ma più difficile da trattare.
Verruche su mani e dita
Sono le classiche verruche volgari: rilievi duri e ruvidi sul dorso delle mani e sulle dita, spesso multipli. Attorno alle unghie diventano periungueali e sono particolarmente difficili da eliminare, perché il virus si annida sotto la lamina. L’onicofagia, cioè l’abitudine di mangiarsi le unghie, e lo strappo delle pellicine sono i due comportamenti che più favoriscono sia la comparsa sia la diffusione in questa sede.
Verruche sul viso e verruche piane
Sul viso prevalgono due forme. Le verruche piane sono piccole, appena rilevate, lisce, dello stesso colore della pelle o lievemente brunastre, e compaiono in gran numero su fronte, guance e dorso delle mani: nell’adulto seguono spesso la linea della rasatura, che le dissemina. Le verruche filiformi sono invece allungate e sottili, tipiche di palpebre, collo e contorno labbra.
Sul viso vale una regola in più: nessun trattamento fai-da-te. I prodotti cheratolitici pensati per la pianta del piede, applicati su una pelle sottile, lasciano cicatrici e macchie permanenti.
Verruche e condilomi genitali: perché sono un’altra cosa
I condilomi dell’area genitale e anale sono causati da genotipi di HPV a tropismo mucosale, si trasmettono per via sessuale e seguono un percorso clinico diverso, che comprende la valutazione del partner e, nella donna, l’inquadramento con lo screening cervicale. Non vanno trattati con i prodotti da banco per le verruche cutanee e non si affrontano da soli: il riferimento è il ginecologo, l’urologo o il dermatologo, a seconda del caso. Tutto ciò che questa pagina dice sulle verruche di mani e piedi non si applica a loro.
Verruca, callo o occhio di pernice: come distinguerli
È l’errore più costoso, perché porta a trattare per mesi con prodotti antiverruca una lesione che verruca non è, o viceversa a limare una verruca diffondendola. Tre criteri pratici permettono di orientarsi.
| Criterio | Verruca plantare | Callo (ipercheratosi) | Occhio di pernice (tiloma) |
|---|---|---|---|
| Puntini neri | Spesso presenti: sono capillari trombizzati | Assenti | Assente, al centro si vede un nucleo chiaro e traslucido |
| Linee cutanee | Interrotte: il disegno della pelle gira attorno alla lesione | Continue: passano sopra l’ispessimento | Continue |
| Tipo di dolore | Alla compressione laterale, stringendo ai lati | Alla pressione verticale, in appoggio | Dolore puntorio verticale, molto localizzato |
| Sede | Ovunque sulla pianta, anche dove non c’è carico | Solo nei punti di attrito e pressione | Tipicamente tra le dita o sulle prominenze ossee |
| Evoluzione | Può moltiplicarsi, è contagiosa | Resta stabile finché dura l’attrito | Recidiva se non si corregge la causa meccanica |
Questi criteri servono a orientarsi, non a diagnosticare: la conferma si ottiene con il dermatoscopio, che rende visibili i capillari e il pattern della lesione in pochi secondi.
Quando una verruca è pericolosa
Le verruche, in quanto tali, non sono pericolose. Il problema è un altro: non tutte le lesioni che sembrano verruche lo sono. Alcune cheratosi, alcuni carcinomi cutanei e, raramente, un melanoma amelanotico possono somigliare a una verruca, e vengono trattati per mesi come tali prima di arrivare a una diagnosi.
Sono da far valutare dal dermatologo, senza allarmismi ma senza rimandare, le lesioni che:
- sanguinano spontaneamente o si ulcerano;
- crescono rapidamente o cambiano colore;
- sono dolorose senza una ragione meccanica evidente;
- non rispondono a nessun trattamento e persistono oltre i tempi attesi;
- compaiono per la prima volta in età adulta in una sede insolita, soprattutto su cute cronicamente esposta al sole;
- compaiono in una persona immunodepressa o in terapia immunosoppressiva.
Un’avvertenza vale più delle altre: chi ha il diabete o una ridotta sensibilità ai piedi non deve mai trattare da solo una lesione plantare, né con prodotti cheratolitici né con strumenti da taglio. In quel contesto una piccola ferita può evolvere in un’ulcera. Se il dubbio riguarda una lesione pigmentata più che una verruca, il percorso corretto è il controllo dei nei.
Le verruche vanno via da sole?
Spesso sì. Nel tempo il sistema immunitario riconosce il virus e la lesione regredisce spontaneamente: accade nella maggioranza dei bambini, in cui la risoluzione senza alcun trattamento è la regola più che l’eccezione. Il punto è il tempo che serve, che si misura in mesi e talvolta in anni.
Aspettare non è quindi sempre la scelta giusta. Ci sono tre ragioni per non farlo: una verruca plantare dolorosa modifica il modo di camminare e può causare problemi posturali; una verruca lasciata in sede continua a diffondere il virus in famiglia e in palestra; e ogni settimana in più è un’occasione di autoinoculazione, cioè di moltiplicazione delle lesioni sullo stesso soggetto. Trattarle presto, quando sono poche e piccole, richiede meno sedute e lascia meno esiti.
Come si tolgono le verruche
Nessun trattamento elimina il virus dall’organismo: tutti agiscono distruggendo il tessuto infetto e stimolando la risposta immunitaria locale. Questo spiega perché possano servire più sedute e perché le recidive siano possibili anche dopo una guarigione apparente.
I trattamenti ambulatoriali
- Crioterapia con azoto liquido. Il congelamento rapido distrugge le cellule infette e provoca la formazione di una bolla che si stacca nei giorni successivi. Si sente un bruciore intenso ma breve durante l’applicazione. Servono di norma più sedute a distanza di qualche settimana.
- Diatermocoagulazione. Una corrente ad alta frequenza brucia la lesione. Si esegue in anestesia locale, in genere in una sola seduta, ed è indicata per verruche singole e ben delimitate.
- Laser. Vaporizza il tessuto infetto con un controllo molto preciso della profondità. È utile nelle lesioni resistenti, in quelle periungueali e in sedi delicate.
- Curettage. Asportazione meccanica della lesione con uno strumento a cucchiaio, in anestesia locale, spesso associata ad altre tecniche.
- Terapie topiche a concentrazione medica. Preparazioni cheratolitiche o ad azione immunomodulante prescritte dallo specialista, più potenti dei prodotti da banco e da usare sotto controllo.
La scelta dipende da sede, numero, profondità, età della persona e trattamenti già tentati: non esiste una tecnica migliore in assoluto.
I prodotti da banco: cosa possono e cosa non possono fare
Cerotti e soluzioni a base di acido salicilico hanno un razionale: assottigliano progressivamente lo strato corneo infetto. Possono avere senso su verruche volgari piccole, superficiali, su mani o piedi di una persona sana, purché usati con costanza per settimane e non per qualche giorno.
I limiti, però, sono precisi. Sulle plantari profonde raramente bastano, perché non raggiungono la porzione infetta sotto la callosità. Sul viso non vanno mai usati, per il rischio di cicatrici e discromie. In sede periungueale possono danneggiare la matrice dell’unghia. E nei diabetici, negli immunodepressi e in chi ha problemi circolatori agli arti inferiori sono controindicati. Limare o tagliare la lesione, infine, è il modo più efficace per diffonderla. I rimedi casalinghi che circolano in rete, dall’aglio al nastro adesivo al dentifricio, non hanno evidenze che ne sostengano l’efficacia.
Perché le verruche tornano
Perché il trattamento rimuove la lesione, non il virus. Il papillomavirus può persistere nella cute apparentemente sana attorno alla zona trattata e tornare a manifestarsi mesi dopo, soprattutto se nel frattempo si è avuta autoinoculazione o se le condizioni che avevano favorito l’attecchimento, come la macerazione del piede in una scarpa chiusa, non sono cambiate. La recidiva non significa che il trattamento sia stato sbagliato.
Come prevenire le verruche e il contagio in famiglia
- Usare sempre le ciabatte in piscina, docce comuni, spogliatoi e saune.
- Asciugare bene i piedi, spazi tra le dita compresi, e cambiare calze se si suda molto.
- Non condividere asciugamani, lime, tronchesine e forbicine, e disinfettarli dopo l’uso.
- Non grattare, tagliare o limare le lesioni: è così che si moltiplicano.
- Coprire la verruca con un cerotto prima di attività a piedi nudi o a contatto ravvicinato.
- Evitare l’onicofagia e lo strappo delle pellicine, che aprono la via alle forme periungueali.
Quando rivolgersi al dermatologo a Busto Arsizio
In visita dermatologica a Busto Arsizio il primo passo è la diagnosi differenziale con il dermatoscopio, che distingue in pochi secondi una verruca da un callo, da una cheratosi o da una lesione che richiede un altro percorso. Sulla base del tipo, della sede e del numero, il dermatologo indica il trattamento più adatto e, quando è previsto in sede, lo esegue nella stessa seduta o in un appuntamento dedicato.
Santagostino Busto Arsizio
Piazza Santa Maria angolo via Sant’Antonio, 21052 Busto Arsizio (VA)
Tel. 0331 1850894
Lunedì e venerdì 07:30-13:00 e 14:00-19:30, sabato 07:30-12:30, domenica chiuso. La sede è in area pedonale, raggiungibile con le linee bus 1, 2, 55, 110, 650, 880 e H609, ed è accessibile alle persone con disabilità.
Domande frequenti sulle verruche
Come si fa a capire se è una verruca?
I segni più utili sono tre: i puntini neri al centro della lesione, l’interruzione delle linee cutanee che girano attorno invece di passarci sopra, e il dolore che compare stringendo lateralmente più che premendo dall’alto. La conferma si ottiene con il dermatoscopio in visita dermatologica.
Perché vengono le verruche?
Perché un papillomavirus cutaneo entra attraverso un microtrauma o una zona di pelle macerata. Il contagio avviene per contatto diretto o tramite superfici umide come bordi piscina e spogliatoi. Bambini, adolescenti e persone immunodepresse sono più esposti; lo stress è un fattore favorente, non una causa.
Le verruche sono contagiose?
Sì, verso gli altri e verso sé stessi. Grattare o limare una verruca sparge il virus sulla pelle vicina e ne genera di nuove. In casa si trasmette tramite asciugamani, tappetini e strumenti per manicure condivisi; fuori casa camminando scalzi in ambienti umidi.
Quando una verruca è pericolosa?
La verruca in sé non lo è. Va però fatta valutare se sanguina, cresce in fretta, cambia colore, fa male senza motivo meccanico, non risponde ai trattamenti o compare per la prima volta in età adulta: altre lesioni cutanee possono somigliarle.
Le verruche vanno via da sole?
Spesso sì, soprattutto nei bambini, ma i tempi si misurano in mesi o anni. Aspettare ha tre costi: il dolore se la verruca è plantare, il contagio in famiglia e la moltiplicazione delle lesioni per autoinoculazione. Trattarle presto richiede meno sedute.
Che differenza c’è tra una verruca e un callo?
Il callo è un ispessimento da attrito, compare solo nei punti di pressione, non ha puntini neri e le linee della pelle ci passano sopra. La verruca è un’infezione virale, può comparire ovunque sulla pianta, è contagiosa e duole alla compressione laterale.
Le verruche sono causate dal papilloma virus?
Sì, ma dai genotipi cutanei dell’HPV, che sono diversi da quelli mucosali coinvolti nelle infezioni genitali. Una verruca su una mano o su un piede non ha alcuna relazione con l’HPV genitale e non comporta il rischio oncologico associato a quei genotipi.
Come si tolgono le verruche?
In ambulatorio con crioterapia, diatermocoagulazione, laser, curettage o terapie topiche a concentrazione medica, scelte in base a sede, numero e profondità. I prodotti da banco possono funzionare su lesioni piccole e superficiali, ma non sul viso, non in sede periungueale e non nei diabetici.
Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del dermatologo: nessuna lesione cutanea va diagnosticata o trattata da soli. Per le informazioni sull’HPV si rimanda al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità.